Abbraccio storico tra Kimi Antonelli e Mario Andretti

Aka e “Piedone” si sono incontrati in privato nella tarda mattinata di domenica, sancendo quasi un rito di passaggio tra il più recente campione del mondo di madrelingua italiana e colui che ha tutte le carte in regola per diventare il prossimo. Entusiasta Mario: «Ho fatto conoscenza di un campione che è anche una bella persona»
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Abbraccio storico tra Kimi Antonelli e Mario Andretti

Mario DonniniMario Donnini

Pubblicato il 26 ottobre 2026, 17:42 (Aggiornato il 26 ottobre 2026, 21:53)

Hai parlato solo con lui? «Ho conosciuto anche suo padre Marco e l’ho trovato valido e allo stesso tempo semplice. Vedi, si vede subito quando incontri gente giusta e gli Antonelli lo sono. Mi piacciono molto. E dopo una gara come quella di oggi, godono. E se lo meritano».

Da dove hai visto la gara? «Ero vicino ai box e mi sono gustato tutto. Kimi ha fatto esattamente quello che doveva fare. È stato preciso, spietato, perfetto dal primo all’ultimo giro. Al via se n’è andato e ha salutato tutti, di fatto chiudendo da subito il discorso e la lotta per la vittoria, sempre saldamente nelle sue mani. È così che si fa».

Andretti sicuro: Mondiale meritato per Antonelli

Mondiale non assegnato, ma praticamente finito, no? «Cosa vuoi, ormai è solo una questione di aritmetica. In sostanza i giochi sono già fatti». Senti, ma cosa mi dici dell’inquietante fine settimana di Russell? Come è possibile che due ottimi piloti diano vita a performance così lontane e quasi opposte, al volante dello stesso modello di monoposto?

Mario non risponde subito e ride: «Eh, se potessi spiegare esattamente una cosa come questa, la venderei e ti garantisco che diventerei ricco! La verità è che Kimi ha corso da grande, campione, ha fatto tutto quello che doveva fare e adesso è bellissimo prendere atto di questa nuova situazione. Ossia che siamo alla vigilia di una grande festa, tutta da dedicare a una bella persona. Sai, mi ha fatto molto piacere notare che lui ha mostrato contentezza di fare la mia conoscenza, è stato bello anche vedere il rispetto che ha mostrato. Adesso questa situazione che si è venuta a creare mi sensibilizza molto, perché c’è tanto orgoglio solo a pensare a quello che sta per succedere quest’anno in Formula Uno.

Il grande digiuno italiano sta per finire e il mondiale non potrebbe finire in mani migliori, sia per i meriti che Kimi ha viste le sue nove vittorie e anche per le qualità umane e il bell’approccio che sa tenere. Prima lo pensavo ma adesso, dopo averlo incontrato e abbracciato, ne sono del tutto sicuro. L’Italia ha trovato un grande campione. Un ragazzo che ci sta rendendo tutti molto felici».

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