Hadjar, il pilota tutto o niente

Brillante quanto ambivalente, Isack esce da Baku con un terzo posto in tasca e la conferma in Red Bull
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Mario DonniniMario Donnini

Pubblicato il 28 settembre 2026, 12:25

Isack Hadjar è così. Complesso e composito, ma mai doppio. Resta il primo arabo in F.1, ma ha un nome di battesimo ebraico. Vanta nazionalità francese, eppure è di genitori algerini. Quando corre in luoghi come Bahrain, Jeddah e Abu Dhabi si sente più a casa sua che non a Melbourne, anche se è nato e cresciuto a Parigi. Senza dimenticare che Robert La Caze, di nazionalità francese, a Casablanca 1958 corse come marocchino e Felipe Nasr, in F.1 nel biennio 2015-2016 e ora nell’Imsa, ha un nonno libanese, ma son solo particolari.

Tornando a noi, il padre di Isack si chiama Yassine Hadjar, gli ha trasmesso la passione per le corse, da giovane correva per divertimento in kart e nella vita è ricercatore universitario, specializzato in fisica quantistica. Non a caso Isack ha scelto di decorare il casco con equazioni matematiche, proprio in omaggio alla professione paterna.

Isack Hadjar, la nuova stella francese

Fino allo scorso anno Helmut Marko lo chiamava “Il piccolo Prost” ma non per stile di guida, quanto per l’abitudine di mangiarsi palmi di unghie interi, proprio come il più napoleonico dei campioni.

Nel 2024 ha perso il titolo di F.2 calando di molto nell’ultimo mese: da Monza in poi non ha più fatto punti pesanti, con gli ultimi due round disastrosi, arrivando al finalone di Abu Dhabi con mezzo punto di vantaggio, ma piantandosi in griglia nella corsa decisiva, regalando il titolo a Bortoleto.

Alla Red Bull non gliene hanno fatto una colpa, promuovendolo in F.1, la sua gioia più grande. Nell’inverno, a inizio 2025, Marko mi dice che se c’è una possibile sorpresa nella F.1 che verrà, si chiama Hadjar. Uno velocissimo, capace di stupire. Il resto è cronaca. Con Baku, fanno due podi stagionali, compreso quello di Monaco, prima perso e poi restituito dalla FIA, che si sommano al favoloso terzo posto di Zandvoort ottenuto da rookie con Racing Bulls, proprio nel 2025. A dirla tutta, a brillare quest’anno c’è anche il terzo posto in qualifica a Melbourne, all’inizio in Red Bull.

Dai, Hadjar è così. Tutto o niente. Bianco o nero. Sono sue le mosse più inspiegabili e inquietanti dell’automobilismo moderno, diciamo del biennio recente: la schivata millimetrica a tutto gas nel tunnel, durante le qualifiche della F.2 (un consiglio: riguardatela su youtube, perché fa accaponare la pelle) e la cavolata di Melbourne 2025, col ritiro causa ingenuità marchiana nel pre-via e il pianto a dirotto in mondovisione, consolato da Anthony Hamilton, papà di Lewis ma beffeggiato da Marko in persona. In fondo la sua cifra narrativa a oggi resta questa. Brillante e ambivalente. Una calda & una ghiaccia. E se da qui in poi cancellerà i neri lucidando i bianchi, mangiandosi meno unghie, la Francia potrà vantare un asso in più.

Bonne chance, Isack.

(2/2)

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