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Massa in esclusiva ad Autosprint: «Punto a essere proclamato campione del mondo di F.1 2008»

Pubblicato il 25 novembre 2025, 07:13 (Aggiornato il 25 novembre 2025, 09:58)
Strano, questo 2025. Ma strano davvero. Di mondiali se ne corrono addirittura due. Uno, come al solito, sulle piste di tutto il mondo e l’altro, in partita doppia, nelle aule di tribunale. Il primo, quello live, in strombazzata diretta televisiva planetaria, diventa spettacolare sul serio quando stanco morto spegni la TV, alle sette di mattina e te ne vai a dormire due o tre ore.
Poi ti svegli e vivi il colpo di scena: McLaren fuori per consumo anomalo del plank, col campionato che ridecolla, divenendo aperto, favoloso e infuocato. Stessa storia a Londra, due giorni prima, quando a fare un passo avanti immenso e sempre a tavolino, affiancandosi idealmente a Verstappen in classifica generale, è Felipe Massa.
Oh, sì, mentre Max entra nella zona cruciale per provare a difendere la corona di re iridato, Felipe scavalca il primo mastodontico ostacolo, nell’impervio cammino volto a cercare giustizia sui fatti che hanno deciso il campionato del mondo di Formula Uno nel 2008.
La sentenza di Londra: cadono due capi d’accusa, ne restano due pesanti
Infatti l’Alta Corte di Londra ha visto il giudice Justice Jay emettere sentenza dopo aver ascoltato, lo scorso ottobre, le parti chiamate in causa da Massa. Ovvero, la Federazione internazionale dell’auto, Formula One Management e Bernie Ecclestone. Come noto, il ricorso di Massa accusa le parti di “violazione contrattuale, illecito civile, cospirazione e istigazione alla violazione del contratto nei confronti di alcuni o tutti i convenuti”. Violazione contrattuale e illecito civile sono elementi regolati dal diritto francese, sui quali il giudice si è espresso negativamente alle richieste di Massa. Restano in piedi i capi di cospirazione e istigazione alla violazione del contratto, regolamentati dal diritto inglese.
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