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Rally Safari al via

Marco Giordo
Pubblicato il 10 marzo 2026, 15:03
Safari in lingua swahili significa viaggio. Ed il Safari Rally è un viaggio come sempre impervio sugli sterrati del Kenya, con la pioggia caduta nelle ultime settimane, che anche quest’anno complicherà non poco la vita ai piloti insieme all’immancabile “fesh fesh”. Un mix che ha portato spesso tante sorprese. Questa gara istituita nel 1953, esattamente 73 anni fa, per celebrare l’incoronazione della Regina Elisabetta IIa di Inghilterra, la regnante più longeva di sempre nella storia del trono britannico, è giunta alla sua 74a edizione e sarà la terza che si svolgerà dopo la sua scomparsa avvenuta nel settembre del 2023. Anche stavolta rivedremo in Kenya un remake di quanto andato in onda in questi ultimi anni, con la Toyota che si è sempre rivelata la vettura più affidabile, monopolizzando spesso il podio come nelle ultime edizioni, quando ha calato addirittura un clamoroso poker nel 2023 con Ogier, Rovanpera, Evans e Katsuta.
20 le speciali in programma
Questa edizione 2026 del Safari Rally sarà lunga 350 km cronometrati, con un format che non prevede stavolta la super speciale d’apertura a Kasarani a Nairobi. Il resto del percorso della classicissima africana è rimasto in pratica inalterato con quattro tappe, suddivise in 20 prove speciali tutte ospitate, come già negli anni scorsi per volere della FIA, interamente in tenute private.
Si parte giovedì con il nuovo shakedown a Nawisa (5 km) alle ore 8.01 (le 6.01 italiane), poi nel pomeriggio ci saranno due speciali per un totale di 32,77 km cronometrati, quella di Camp Moran (24,50 km), seguita da quella di Mzabibu (8,27 km).
Venerdì la seconda tappa composta da 8 speciali per complessivi 136,55 km cronometrati. Si inizia con Camp Moran seguito poi dai crono ricavati intorno al Lago Naivasha ripetuti due volte di Loldia(25,60 km), Kengen Geothermal (13,12 km) e Kedong (13,17 km) per terminare con la prova di Mzabibu.

Sabato la terza tappa ha in programma altri 122,98 km cronometrati suddivisi in 6 prove speciali, vale a dire i crono di Soysambu (25,20 km), Elmenteita (17,80 km) e Sleeping Warrior (18,49 km) ripetuti due volte ed ospitati vicino al lago di Elementeita.
Infine, domenica tappa finale ricavata nella parte nord del lago e composta da 4 crono e da 57,72 km cronometrati, in pratica i crono ripetuti due volte di Oserengoni (18,33 km) e Hells Gate (10,53 km), che ospiterà alle ore 11.15 italiane (live su Sky Sport) la power stage finale, tutta ricavata all’interno di un grande parco naturale del Kenya.
46 al via
In totale sono 46 (l’anno scorso erano stati 39) gli equipaggi iscritti alla 74a edizione del Rally Safari in programma a Naivasha dal 12 al 15 marzo. Saranno ben 10 i piloti al via al volante di una Rally 1, tra i quali figurano cinque Toyota Yaris Rally 1. La casa giapponese schiererà infatti il campione del mondo Ogier, Solberg, Evans, Katsuta e Pajari, mentre la Hyundai ci sarà con Neuville, Fourmaux e Lappi ed infine la MSport avrà due Ford Puma affidate a Armstrong e McErlean. In gara anche 15 vetture nel Wrc 2 tra cui figura Gus Greensmith al suo esordio stagionale sulla Toyota Yaris Rally 2, così come Andreas Mikkelsen, Virves sulla Skoda Fabia, mentre nessun italiano sarà stavolta ai nastri di partenza della celebre gara africana.
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