Dakar 2026, speciale 11: Al Attiyah vede il trionfo, Ekstrom insegue il podio

Ancora un colpo di scena nella terz'ultima prova del rally raid e ancora un volta Lategan-Cummings su Hilux ne pagano le conseguenze. Ford vince la speciale
Dakar 2026, speciale 11: Al Attiyah vede il trionfo, Ekstrom insegue il podio
© F.Gooden/Red Bull

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 16 gennaio 2026, 08:57

Come se non bastassero tutte le disavventure che hanno condizionato la Dakar di Henk Lategan, anche una speciale apparentemente di “trasferimento” ha lasciato il suo (pesante) conto da pagare. Da Bisha ad Al Henakiyah, 346 km cronometrati, il miglior tempo è stato quello di Ekstrom-Bergkvist, vincitori di giornata davanti a Dumas-Winocq e, al terzo posto, Sainz-Cruz. Tre Ford Raptor a dettare il ritmo.

Dopo 140 km di prova, l’Hilux dell’equipaggio al secondo posto nella generale è stato costretto allo stop per un problema meccanico, la rottura di un cuscinetto del mozzo ruota posteriore sinistro. Addio speranze di confermare il piazzamento ottenuto nel 2025 e un'ora e 40 minuti persi per la riparazione.

In chiave classifica generale, il nuovo volto a due speciali dalla conclusione vede Al Attiyah-Lurquin al comando con Dacia, davanti a Roma-Haro staccato di 8’40” su Ford Raptor, poi al terzo posto la seconda Dacia Sandrider di Loeb-Boulanger, distanti 18’37”.

Al Attiyah in controllo fino a Yanbu

“Siamo contenti di aver concluso questa giornata, non era facile e non sapevamo a quale ritmo dovessimo andare. Abbiamo visto arrivare Sebastien, l’abbiamo lasciato passare e siamo rimasti alle sue spalle.

Domani dovremo correre allo stesso modo e se anche perderemo 2, 3, 4 minuti non sarà un problema, spiega Al Attiyah, che si invola verso il successo alla Dakar, che manca dal 2023, ultima edizione vinta quando ancora correva per Toyota.

Nani Roma e un podio da gestire

Resta teoricamente aperta la lotta per il podio, con Roma che ha pur sempre 10 minuti di margine su Loeb e riassume la giornata conclusa ad Al Henakiyah così: “L’avvio di speciale è stato difficile, abbiamo superato due macchine perché correvamo nella polvere. Poi, prima del punto di assistenza, abbiamo provato a correre con una certa costanza di ritmo. Abbiamo visto fermarsi Lategan, ci dispiace, non è mai bello vedere qualcuno con cui sei in lotta essere costretto a fermarsi per un problema meccanico. Fa parte, però, del gioco. Non è stata una giornata negativa, abbiamo provato a rimanere super concentrati e all’inizio, nei passaggi sulle pietre, nella polvere, è stato difficile”.

A Loeb non basta attaccare

Loeb deve guardarsi le spalle da Ekstrom-Bergkvist, a soli 3 minuti, un distacco che può essere messo in discussione nella giornata di domani, penultima prova prima della passerella verso Yanbu.

“È fantastico trovarci sul podio, abbiamo provato a correre una speciale all’attacco, ho spinto davvero a fondo e ho visto che anche Nani ha corso con un ritmo molto alto. Sarà difficile recuperare terreno, noi però abbiamo fatto un ottimo lavoro.

I passaggi tra le rocce sono stati i momenti più difficili, anche se erano meno affilate rispetto ai giorni scorsi. Comunque buone per causare una foratura… Ne ho avuta una, giusto prima del punto di cambio gomme. La speciale è stata per il resto piuttosto veloce, difficile con la navigazione, che abbiamo gestito bene.

L’obiettivo… non posso riscrivere le sorti della corsa, posso solo rimanere concentrato, provare a fare del mio meglio insieme a Edouard e correre delle buone speciali. Il resto non dipenderà da noi”.

La top ten nella generale vede, dietro a Ekstrom-Bergkvist su Ford Raptor, l’altro equipaggio della squadra statunitense, Sainz-Cruz a 28’48” da Al Attiya. Serradori-Minaudier sono sesti a oltre 36’, Moraes-Zenz con Dacia a 37’01”, Price-Monleon è il primo equipaggio Toyota, ottavi a 56’59”. Seguono altri due Hilux a chiudere i primi 10: Variawa-Cazalet (1h03’56”) e Botterill-Mena (1h07’43”).

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