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Dakar 2026, 10^ tappa: un buggy mette tutti in riga e c'è chi resta senza benzina

Pubblicato il 15 gennaio 2026, 12:00
Dà un bel colpo agli equilibri in classifica generale, la speciale numero 10 della Dakar. Seconda parte della Marathon partita da Wadi Ad Dawasir, i 420 km di giornata hanno portato la carovana a Bisha, lasciando sul terreno distacchi pesanti.
Vince Serradori, navigato da Minaudier, per la seconda affermazione del buggy Century due ruote motrici, dopo quella del 2020. Hanno fatto corsa a sé, finendo con un margine di oltre 6 minuti su Al Attiyah-Lurquin e di 9’20” su Loeb-Boulanger. La terza Dacia, di Moraes-Zenz, ha chiuso con il quarto tempo a 9’54”.
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Al Attiyah torna leader
La svolta della corsa, vista in ottica classifica generale, è arrivata poco prima del chilometro 200. Fino ad allora la leadership di Nani Roma, su Ford Raptor, era riuscita a contenere l’attacco di Al Attiyah ma al chilometro 196 il pilota spagnolo è transitato con oltre 10 minuti dal qatariota di Dacia, a causa di un waypoint difficile da trovare. A fine speciale sono stati 20’12” i minuti di distacco da Serradori, 14 quelli dal nuovo leader della classifica.
“E’ stata una giornata molto difficile, ha richiesto molto sul piano fisico e su quello mentale. Abbiamo provato a spingere dall’inizio alla fine, Fabian ha fatto un ottimo lavoro con la navigazione e siamo davvero contenti”, il commento di Nasser Al Attiyah a fine prova speciale. “Siamo stati anche fortunati, sapevamo che oggi sarebbe stata una giornata difficile. La macchina sì, va benissimo, sono io a essere distrutto. No, non sono troppo vecchio! Ha richiesto molto sul piano fisico questa speciale, sul collo, però va bene così”.
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Una generale che vede tornare al secondo posto Lategan-Cummings su Toyota Hilux, sebbene staccati di 12 minuti da Al Attiyah-Lurquin e con pochi secondo di vantaggio su Roma-Haro (12’50”). Insegue un podio difficile da agguantare Loeb, attardato a 23’04” in classifica e davanti a Serradori (33’42”).
Lategan secondo nonostante tutto
“Non so più cosa dire, in questa corsa ogni cosa che poteva andare male, è andata male. Ieri ci siamo persi, si è rotto il servosterzo, abbiamo finito la benzina oggi, ci siamo persi di nuovo in due occasioni - o abbiamo mancato due waypoint -, quindi… non è così che puoi vincere una Dakar”, riassume il lungo elenco di problemi, che continuano, Henk Lategan. “Voglio tornare al bivacco, dormire e prepararmi per domani.
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La macchina in sé è perfetta, meccanicamente è ottima, è un Hilux e continua ad andare. Semplicemente non va senza benzina… per fortuna abbiamo incontrato Toby (Price; ndr) che ci ha trainati, ho davvero dei compagni di squadra fantastici, anche Seth, si è fermato per aspettarci e poter essere d’aiuto se ne avessimo avuto bisogno. È solo la Signora fortuna che non è con noi. La cosa sorprendente è che nonostante tutti siamo ancora relativamente vicini ma per vincere una Dakar devi correre una Dakar pulita”.
Sainz fuori dai giochi
La seconda parte della Marathon, oltre a cacciare indietro Nani Roma ha segnato la parola fine sulle ambizioni di un grande risultato di Carlos Sainz. El Matador è giunto a 45 minuti da Serradori, rimediando anche 15 minuti di penalità. Nella generale si trova, adesso, a tre speciali dal termine, con 39’09” di distacco dalla vetta. Resta l’equipaggio Roma-Haro l’unica speranza per Ford di un piazzamento tra i primi. "Abbiamo trascorso parte della speciale in testa prima di sbagliare e passare sette o otto minuti alla ricerca di un waypoint”, il racconto di Roma. “Le piccole dune rendono molto difficile aprire la strada. Sono felice di essere qui, so che abbiamo perso tempo. Sono esausto, mi fa male la schiena, oggi ho sofferto molto. Ma fa parte del gioco”.
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