Dakar 2026, 8^ tappa: aspettando la Marathon vince Toyota con differenze minime

Distacchi contenuti tra i principali protagonisti del rally, con Loeb e Al Attiyah che sottolineano la difficoltà nel fare grandi differenze di prestazione
Dakar 2026, 8^ tappa: aspettando la Marathon vince Toyota con differenze minime
© Toyota Gazoo Racing South Africa

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 12 gennaio 2026, 15:19

Giornata priva di grandi differenze quella corsa alla Dakar, che sui 483 km di prova speciale con partenza e arrivo a Wadi Ad Dawasir ha visto le Toyota dettar legge con l’Hilux di Variawa-Cazalet autore del miglior crono, sebbene di soli 3 secondi davanti all’equipaggio Lategan-Cummings. Terza piazza per il Ford Raptor di Ekstrom-Bergkvist, primi inseguitori nella generale di un Al Attiyah che ha concluso con il quinto tempo l’ottava frazione.

Dacia a 1’16” su una prova caratterizzata ancora da dune, tracce veloci e distacchi minimi. Per Al Attiyah-Lurquin si conferma il primo posto nella generale, dopo aver lasciato nella speciale di domenica oltre 7’24” e rimediato diversi danni alla vettura. Ekstrom insegue a 4 minuti, poi Lategan a oltre 6 minuti e Nani Roma a più di 9’30”. Ancora più attardati sono Sainz (10’39”) e Loeb, distante 17’25.

Loeb: difficile fare la differenza

“E’ stata una bella speciale, veloce, con dune e tracce veloci, bella da guidare e piuttosto lunga con 480 km. In generale abbiamo corso una bella prova, solo con un errore di navigazione nel finale che ci ha fatto perdere 2-3 minuti, le parole di Loeb al traguardo.

Sarà difficile recuperare il distacco accumulato nella prima metà della prima settimana di corsa, con tante, troppe forature sofferte. “Non c’è molto che possiamo fare per recuperare terreno, dovremo evitare gli errori e oggi abbiamo lasciato 2-3 minuti nell’inseguimento e li abbiamo persi in modo stupido. Sarà difficile recuperare, tutti guidiamo alla stessa velocità quando andiamo all’attacco e solo le condizioni del terreno e le tracce possono fare un po’ la differenza, lo sarà ancora meno nelle ultime speciali. Se è un percorso troppo semplice? Preferisco così anziché correre tra le rocce a 40 all’ora”.

Ad attendere la carovana c’è la seconda Marathon, che vedrà martedì 410 km di prova speciale seguiti dal bivacco senza assistenza a Wadi Ad Dawaris, per poi ripartire il giorno seguente con in programma altri 420 km. Sarà fondamentale gestire la nona frazione, senza rimediare gravi danni alle auto, mancando l’assistenza ufficiale a fine prova.

Ekstrom sorprende

Tornando sulla classifica generale, un po’ a sorpresa la prima delle Ford è quella di Mathias Ekstrom, che sull’andamento dell’ottava tappa, conclusa a 29” dal vincitore, ha commentato:È stata una giornata difficile per il vento e di conseguenza per la visibilità. Abbiamo corso una tappa difficile partendo davanti, in certe zone c’erano alberi e arrivavi a grande velocità: abbiamo un po’ danneggiato la macchina ma non abbiamo avuto forature né commesso errori di navigazione. Mi sono divertito ed è stata una speciale davvero piacevole”.

Al Attiyah e il passo unico

Sulle difficoltà di giornata, Al Attiyah è allineato alle valutazioni di Ekstrom quando spiega: “E’ stata una prova difficile, abbiamo commesso un errore nel finale, perdendo circa 3 minuti ma va bene, sono davvero contento delle prestazioni e non abbiamo perso troppo. Volevamo vincere oggi, non c’è stata strategia per partire domani più indietro.

Non sono giornate semplici, la speciale era veloce e c’era molta polvere, non riuscivi a vedere nulla”. Sulla posizione di leader nella generale, il margine di vantaggio e la possibilità di fare la differenza con il percorso di questa Dakar, aggiunte: “Sai, corri avendo un unico passo e non riesci a fare la differenza”.

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