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Rally di Roma Capitale, dominio Škoda sognando il WRC

Lorenzo Lucidi
Pubblicato il 8 luglio 2026, 12:31
Il Rally di Roma Capitale 2026 si è concluso con un dominio praticamente inattaccabile dello squadrone Škoda, capitanato da Roberto Daprà, ma anche con un grande successo dell’evento capitolino a livello di pubblico e immagine. Questa edizione del Rally rappresentava infatti anche un biglietto da visita per la Federazione Internazionale, in vista del possibile ingresso di Roma nel calendario Mondiale 2027.
Tanti big fuori, vince Daprà
Al Rally di Roma Capitale 2026 i colpi di scena non sono mancati, con molti dei protagonisti che sono inaspettatamente usciti di scena dalla lotta per le prime posizioni. A partire da Andrea Nucita, che aveva vinto la Prova Spettacolo del venerdì sera con la vettura 100 – quando ormai i giochi sembravano già chiusi in favore di Rossel e della sua Lancia – salvo poi dover dire addio al Rally il giorno successivo. Un sabato che si è rivelato stregato anche per Andrea Crugnola, leader fino all’uscita di pista nella “Piana di Rascino”. Un errore che ha compromesso il suo week end, malgrado il rientro per le tappe della domenica gli abbia permesso di limitare i danni, ottenendo anche il miglior tempo nella SS-9 “Canterano-Gerano”.
Un k.o., quello di Crugnola, che si somma all’uscita di scena di Gryazin in un Rally difficile per la squadra Lancia presente in forze a Roma. Alla fine, la prima della Ypsilon HF in classifica generale è stata quella dei francesi Bonato e Boullod, al quinto posto, con Mabellini-Lenzi al settimo e Rossel-Dunand all’ottavo.
A trionfare, come detto, la coppia formata dal giovane trentino Roberto Daprà e dal suo navigatore Luca Guglielmetti su Škoda Fabia RS Rally2, in lotta fino alle fasi finali con la vettura gemella dell’equipaggio finlandese Suninen-Haapala. A completare il podio tutto Škoda ci hanno pensato Bostjan Avbeli ed Elia De Guio, con gli italiani Giandomenico Basso e Lorenzo Granai al quarto posto. Tra gli equipaggi Tricolore da segnalare anche Simone Campedelli e Tania Canton, dodicesimi al traguardo finale con la prima delle Toyota GR Yaris.
Dal Colosseo a San Pietro sognando il WRC
Oltre allo spettacolo offerto in strada dai piloti, è da sottolineare come l’organizzazione abbia fatto di tutto per mostrare una cartolina davvero unica di Roma e del Lazio, andando a toccare alcuni degli scorci più spettacolari della Capitale e di altri diciannove comuni attraversati dal percorso del Rally. Uno show che è partito il venerdì sera con la Prova Spettacolo disputata su un percorso di 1,2 chilometri nel parco del Colle Oppio, in pieno centro a Roma con il Colosseo a fare da sfondo, per poi concludersi due giorni dopo con la premiazione in Via della Conciliazione con la Basilica di San Pietro a fare da quinta teatrale il passaggio delle Frecce Tricolori.
La candidatura del Rally di Roma Capitale a occupare una casella del calendario WRC è ufficiale, quindi non resta che aspettare per conoscere la decisione della Federazione Internazionale. In caso la richiesta venisse accolta, il Mondiale si sposterebbe per la prima volta dalla Sardegna (che a sua volta ospiterebbe l’ERC al posto di Roma) dopo oltre vent’anni. Era infatti il 2004 quando l’isola fu sede per la prima volta di una gara del Campionato Mondiale, prendendo a sua volta il posto di Sanremo dopo tre decenni in cui aveva fatto da teatro alle vittorie di Biasion, McRae, Mouton, Röhrl e molti altri.
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