Fornaroli campione in F2: "Ho mostrato di cosa sono capace"

Pubblicato il 2 dicembre 2025, 16:09
L’ultima volta che un pilota italiano aveva messo le mani sul titolo piloti in F2 - allora ancora GP2 - era il 2012, quando Davide Valsecchi trionfò con la DAMS. Un’era fa. Durante il weekend del Qatar, Leonardo Fornaroli ha finalmente interrotto questo digiuno, riportando il trofeo più vicino alla Formula 1 nel nostro Paese. Un’impresa che sa di spartiacque.
Ma c’è di più: Fornaroli è entrato nel ristretto circolo dei piloti capaci di vincere consecutivamente F3 e F2. Un club elitario in cui siedono Oscar Piastri, Charles Leclerc, George Russell e Gabriel Bortoleto. Gente che oggi vive in pianta stabile in Formula 1. Non male come biglietto da visita.
Il suo titolo ha un peso specifico enorme: Fornaroli l’ha ottenuto senza l’appoggio di un’academy F1. Solo lui, il suo team e le sue persone. I dialoghi con la massima categoria non li ha mai negati e infatti la scelta è arrivata: sarà pilota di riserva McLaren, alle spalle di Lando Norris e Oscar Piastri. Scelta coraggiosa? Certo. Ma lui non sembra il tipo che si fa intimidire.
Sollievo, maturità e fame di crescita
Reduce dal weekend qatariota che lo ha incoronato campione, Fornaroli ha raccontato il suo percorso: "Sembra fantastico. Non avevo molte aspettative perché era una macchina nuova ed era la prima volta che lavoravo con un team inglese, ma la loro mentalità mi ha fatto capire di aver fatto la scelta giusta". E ancora: "Ogni giorno sono riusciti a farmi sentire a casa, mi hanno aiutato a migliorare e a rialzarmi dopo errori o momenti negativi".
Con il titolo piloti in tasca, Fornaroli parla di una boccata d’aria fresca: "Raggiungere questo obiettivo ora è un enorme sollievo, ho mostrato di cosa sono capace. Certo, alcuni errori li avrei evitati, ma fa parte del gioco". La consapevolezza c’è, e anche la fame: un mix che spesso fa la differenza.
Non è finita: manca il Costruttori
Invicta guida il campionato con 35 punti su Hitech. Il lavoro, quindi, non è chiuso: "Farò del mio meglio perché la lotta è ancora aperta. Spingerò al massimo ad Abu Dhabi". Fornaroli riconosce la sua evoluzione: "La F2 non è come la F3, serve attenzione in qualifica e soprattutto in gara". Ore di simulatore, studio dati, onboard: la ricetta della sua consistenza. In Qatar, nonostante una gara super di Victor Martins, Leonardo è rimasto lì, nel suo scarico. "Perdere la vittoria è un po’ deludente, ma analizzerò tutto per chiudere in bellezza".
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