L’analisi delle prove libere di Monaco

L’analisi delle prove libere di Monaco

Pubblicato il 13 maggio 2010, 19:11

Nella seconda sessione delle prove libere del Gran Premio di Monaco, Fernando Alonso ha stabilito la migliore prestazione dei due turni del giovedì al 38esimo minuto, su un’ora e mezza a disposizione. Si è avvicinato di mezzo secondo al record del tracciato, stabilito 6 anni fa da Michael Schumacher con la Ferrari. Alonso ha utilizzato nel suo giro più veloce le gomme Bridgestone a mescola super morbida, che hanno assicurato alla F10 un’ottima aderenza e motricità. La monoposto modenese è apparsa ben bilanciata e molto reattiva, le qualità ideali, dunque, per le caratteristiche tutte particolari del circuito cittadino del Principato. Le modifiche specifiche apportate dai tecnici del Cavallino, a cominciare dalla nuova scatola dello sterzo che ha permesso di aumentatare l’angolo di sterzata consentendo così al pilota di guidare più agevolmente, hanno funzionato. La competitività della Ferrari è stata confermata dal quarto tempo, a due decimi dal compagno di squadra, del brasiliano Felipe Massa. Entrambi i ferraristi hanno girato con diversi carichi di benzina e provato i due tipi di mescola, quella dura e quella morbida.
La Mercedes, che a Montecarlo ha portato la monoposto a passo corto, usata fino al Gran Premio di Cina, ma con l’airscope sdoppiato e il cofano motore già visti in Spagna. Le monoposto anglo-tedesche non hanno evidenziato, almeno apparentemente, particolari problemi. Non sembra un caso, ma con la W01 “vecchia” Nico Rosberg, secondo a un decimo dalla Ferrari di Alonso, e ritornato davanti a Michael Schumacher, quinto e a un decimo dal più giovane compagno di team.
Per quanto riguarda invece i tempi delle McLaren-Mercedes di Hamilton e Button, essi vanno interpretati in funzione del carico di carburante.
Come già nella prima sessione, la velocità massima cronometrata prima della frenata della Nuova Chicane, dopo il Tunnel, l’ha ottenuta la Renault del bravissimo Robert Kubica, sesto tempo davanti a Hamilton, a 286 km/h, due km/h in più del turno del mattino.

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading

Da Räikkönen a Hamilton: chi è Carlo Santi, il “Bono” italiano della Ferrari

Chiamato a ricoprire il ruolo di ingegnere di Hamilton ad interim, Carlo Santi è diventato un compagno insostituibile per il 7 volte Campione del Mondo: ecco chi è

Honda, la rincorsa stavolta è diversa: "Progressi ma a lungo termine"

Le parole del responsabile HRC spostano le aspettative su un lungo periodo che vuol dire 2027 (e oltre). L'impegno in F1 e con Aston è confermato, si lavora al recupero