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Hamilton, che inizio: mai così bene dal 2021

Lorenzo Lucidi
Pubblicato il 27 maggio 2026, 13:09
Un Lewis Hamilton così, in Rosso, non l’avevamo mai visto. Ma neppure durante tutta l’era delle monoposto a effetto suolo. Il gran premio del Canada, andato in scena domenica scorsa in una gelida Montréal, ci ha fatto rivedere la versione migliore del pilota britannico: velocissimo sin dal venerdì, stabilmente davanti al compagno di squadra e soprattutto capace di ingaggiare duelli senza sconti contro un avversario non facile come Max Verstappen. Una gara da incorniciare per il 7 volte iridato, terminata con un 2° posto che rappresenta il miglior risultato ottenuto finora da Lewis al volante di una Ferrari. Ma soprattutto un nuovo passo in avanti in un percorso di integrazione con la scuderia italiana che finora stava stentando a dare i suoi frutti.
Mai così bene dalla lotta con Verstappen
La stagione 2025 di Hamilton era stata avara di soddisfazioni, con la sola vittoria nella Sprint Race in Cina e zero podi conquistati nel corso dell’intero Campionato. Un record negativo che però non ha scoraggiato il britannico. Anzi: Lewis si è presentato al lancio della SF-26 più determinato che mai, e il feeling con la nuova monoposto è apparso immediatamente migliore. Quarto all’esordio in Australia, incollato a Leclerc; a podio, il primo con Ferrari, in Cina, dopo aver ottenuto lo stesso risultato anche nella Sprint Race; poi, dopo due sesti posti in Giappone e in Cina, il secondo posto in Canada davanti allo storico rivale Max Verstappen.
Totale, 72 punti conquistati nei primi cinque week end della stagione. Ovvero, mai così bene da ben cinque anni: dal 2022 in poi, infatti, Hamilton aveva sempre conquistato punteggi inferiori nello stesso lasso di tempo (anche escludendo le Sprint che sono state aggiunte man mano), e non aveva mai ottenuto due podi nei primi 5 GP stagionali dopo il 2021. In quell’anno, infatti, Lewis vinse 3 delle prime 5 gare stagionali, ottenendo anche un secondo posto e due pole, avviando una lunghissima lotta per il Mondiale con Max Verstappen che sarebbe durata fino a fine anno con la vittoria dell’olandese. Lo stesso pilota olandese che, in Canada, Hamilton ha battuto nella lunga battaglia per la piazza d'onore. Un cerchio che si chiude?
“Finalmente sono riuscito ad attaccare tutte le curve e, come ho detto, ci sono stati molti cambiamenti che ho dovuto richiedere. Fred mi ha sostenuto moltissimo e, ancora una volta, ha fatto i salti mortali per farmi sentire a mio agio. Finalmente tutto questo sta iniziando a riflettersi nelle mie prestazioni. Quindi, grazie alla squadra – ha spiegato un raggiante Lewis Hamilton dopo la gara sul circuito intitolato a Gilles Villeneuve - Questo è il mio primo secondo posto con la squadra. È qualcosa per cui ho lavorato duramente; non riesco nemmeno a spiegare quanto mi sia costato arrivare a questo punto, né tutto il lavoro e gli sforzi enormi che ci sono stati dietro per rendere possibile una prestazione del genere”.
Più feeling col team e meno simulatore
Ma qual è stata la “ricetta” di questo secondo posto, e in generale del miglioramento nel rendimento di Hamilton con la Ferrari? Difficile dare una risposta sola, ammesso che ci sia. Il britannico ha più volte sottolineato come in questo inizio di 2026 il feeling con la monoposto e con la squadra – in particolare con il suo ingegnere di pista – fosse migliorato, dopo un anno di ambientamento in un contesto completamente nuovo per lui. E probabilmente anche il passaggio a una nuova generazione di monoposto, abbandonando le vetture a effetto suolo che hanno regalato ben poche soddisfazioni al 7 volte iridato, ha dato una mano. In aggiunta a questo, lo stesso Lewis ha spiegato di essersi preparato alla gara di Montréal senza fare ricorso al simulatore di Maranello, giudicato dal britannico come moderno ed efficiente, ma non adatto al suo tipo di preparazione. “È uno strumento potentissimo – ha assicurato – ma non lo userò più”.
Niente più simulatore, dunque, ma soprattutto niente più Hamilton pessimista come lo abbiamo visto spesso l’anno scorso. Il Lewis che ha iniziato la stagione 2026 è determinato a migliorare e a continuare a farlo a lungo, come ha spiegato proprio prima del fine settimana canadese: “Ho ancora un contratto ed è tutto chiaro al 100%. Sono ancora concentrato, motivato e continuo ad amare quel che faccio con tutto il cuore. Penso che sarò qui ancora per molto tempo. Ci sono tante persone che stanno cercando di farmi ritirare ma non è lontanamente nei miei pensieri. Sto pensando a quel che mi attende e programmando i prossimi 5 anni, proverò a restare qui ancora per un bel po’ di tempo”.
Prossima sfida Monaco
Insomma, malgrado i 41 anni sulla carta d’identità, Lewis pensa a tutto fuorché a ritirarsi dalle scene. E ora si concentra sull’immediato futuro, in particolare su quel GP di Monaco che in carriera ha vinto già tre volte, e che sarà un’occasione molto importante per una Ferrari carente di motore ma fortissima a livello di telaio. “È un processo lungo quello per fare dei passi in avanti ma se riusciamo a ottenere questo risultato su un circuito (Montréal, n.d.r.) dove la potenza è determinante, su altri, dove inciderà meno, potremo fare anche meglio, come a Monaco”.
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