Calendario F1 e guerra in Iran, i piani Liberty devono attendere gli eventi 

Dal tentativo di recuperare le due gare già cancellate al rischio che saltino anche Qatar e Abu Dhabi, servirà attendere prima che la F1 possa annunciare le mosse 
Calendario F1 e guerra in Iran, i piani Liberty devono attendere gli eventi 
© Getty Images

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 8 maggio 2026, 10:10

La presentazione dei risultati finanziari di Liberty Media è valsa l’occasione per tornare sulla cancellazione delle gare in Bahrain e Arabia Saudita, insieme alla possibilità che venga recuperato almeno uno degli appuntamenti nella parte finale del campionato.

È un business Formula 1 che gode di ottima salute, visti i ricavi aumentati del 53% nel primo trimestre dell’anno. Un risultato che sul secondo trimestre vedrà l’impatto della cancellazione dei Gran Premi nell’area del Golfo Persico. Dai numeri utili agli investitori al quadro sportivo, che interessa anche il mercato nella misura in cui un calendario con due gare in meno avrebbe un impatto sui conti.

Formula 1 preparata

Stefano Domenicali ha confermato agli investitori come vi siano dei piani per gestire la situazione creatasi. Non parla di date, possibili recuperi a fine stagione, eventuali slittamenti della chiusura di campionato. Si limita a dire che “per evitare qualsiasi speculazione, l’unica cosa che posso dire è che abbiamo dei piani.

Speriamo che non debbano essere messi in atto, perché ci auguriamo davvero che la situazione a livello mondiale, anche solo per quanto riguarda le gare, torni alla normalità.

Abbiamo dei piani, è ovvio, e i tempi di preparazione o le scadenze cambiano davvero a seconda che riusciremo a recuperare le gare che non si sono corse ad aprile e quello che potrebbe o meno accadere alla fine di novembre, all'inizio di dicembre”.

Detta in modo più chiaro, da un lato c’è il rischio che altre gare in Medio Oriente possano essere cancellate, segnatamente Qatar e Abu Dhabi, se dovesse la guerra tra Stati Uniti e Iran continuare nei prossimi mesi. Andrebbero in tal caso deciso se rinunciare ad altri due Gran Premi o attivare altre sedi alternative di gara.

Uno scenario ancora diverso, nell’ipotesi di un quadro di guerra che dovesse rientrare, è la possibilità che venga recuperato almeno uno tra i Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita.

Far spazio in calendario 

Con gli attuali impegni calendarizzati tra novembre e dicembre, dopo il GP del Brasile (8 novembre) sarà presente uno spazio di due settimane prima del GP di Las Vegas il 21 novembre. Subito dopo, il 29 novembre, si dovrebbe gareggiare in Qatar e, una settimana più tardi, il 6 dicembre, ad Abu Dhabi. Tre gare i tre settimane per chiudere il campionato.

Ricordiamo come lo slot in calendario di Las Vegas preveda lo svolgimento della gara sempre nel week end che precede quello del Giorno del Ringraziamento (26 novembre nel 2026). È un vincolo barattabile per creare spazio e inserire prima del Qatar una gara tra Bahrain e Arabia Saudita? Verrà posticipato il finale di Abu Dhabi? Scenari tutti da scoprire nei prossimi mesi.

Varie opzioni e ripercussioni

Più in generale, sui piani della Formula 1 in materia di calendario, Domenicali ha segnalato come siano discussioni “in sintonia con i team e con i promotori, perché si tratta di una questione che comporta una vasta serie di ripercussioni. A tempo debito, terremo tutti informati.

Spero capiate che, se dicessimo qualcosa, si tratterebbe di una speculazione che vogliamo evitare, perché, come ho detto, la nostra priorità è assicurarci di tornare nei luoghi in cui dovremmo essere”.

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