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Alex Zanardi, tra ironia e pista: quando la leggenda entra in TV e cinema

Pubblicato il 6 maggio 2026, 09:30
Non serve un circuito per capire chi è Alex Zanardi. A volte basta una macchinetta del caffè. Altre, invece, un set cinematografico. Nel celebre format di Camera Café, Luca e Paolo si muovono come sempre tra pause rubate e dialoghi surreali. È lì che nasce una delle situazioni più paradossali della serie: una sfida automobilistica tra colleghi, organizzata con la leggerezza tipica dell’ufficio… ma destinata a prendere una piega completamente inattesa.
Paolo, scelto come “pilota”, è convinto di avere la situazione sotto controllo. Almeno finché, al momento di incontrare l’avversario, non si presenta proprio Zanardi, e qui scatta il corto circuito comico. Paolo lo riconosce. Lo guarda, lo valuta, e lo sottovaluta. Il fatto che Zanardi cammini con le protesi diventa, nella logica distorta del personaggio, un motivo per sentirsi superiore. Parte così una sequenza di battute, in cui Paolo si prende gioco di lui, convinto di avere un vantaggio “naturale”.
Zanardi non si scompone. Risponde con calma, quasi con leggerezza, spiegando di guidare senza problemi e ricordando i suoi risultati in pista, anche dopo l’incidente, al volante della BMW. Non alza mai i toni. Sta al gioco.
L’ironia nel DNA
La scena funziona perché Zanardi accetta il meccanismo comico senza mai diventare oggetto di compassione. Anzi, ribalta completamente il punto di vista. Non è la disabilità il centro della scena. È l’ignoranza di chi giudica. Quando Paolo lo accompagna al parcheggio, lo spettatore ha già capito come andrà a finire.
Ma il colpo finale è perfettamente nello stile Camera Café: dopo la gara, i colleghi ricompaiono tutti bendati e malconci. La rivelazione è grottesca e surreale: Paolo ha sottratto una protesi a Zanardi prima della corsa, impedendogli di frenare e causando l’incidente contro la tribuna dell’ufficio. È una gag estrema, volutamente assurda. Ma funziona.
Dal piccolo schermo al grande schermo
La presenza di Zanardi davanti alla macchina da presa non si limita alla televisione. Anche il cinema lo ha incrociato, seppur per un momento. Nel film Rush di Ron Howard, dedicato alla rivalità tra Niki Lauda e James Hunt, Zanardi appare in un cameo come telecronista italiano, una presenza breve, ma significativa.
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