GP di Miami F1 tra LEGO, caldo estremo e show: 5 curiosità sulla gara più glamour

Il Gran Premio di Miami tra spettacolo e F1: curiosità su circuito, monoposto fatte di mattoncini, VIP e condizioni estreme in una delle tappe più iconiche dell'anno
GP di Miami F1 tra LEGO, caldo estremo e show: 5 curiosità sulla gara più glamour
© Getty Images

Ilaria ToscanoIlaria Toscano

Pubblicato il 30 aprile 2026, 12:28

Non è solo una gara, ma un vero evento globale. Il Gran Premio di Miami è riuscito in pochissimo tempo a ritagliarsi un posto speciale nel calendario di Formula 1, trasformando un weekend di gara in uno spettacolo che unisce sport, intrattenimento e cultura pop.

Tra scenografie spettacolari, idee fuori dagli schemi e condizioni estreme, il GP della Florida è uno dei più particolari dell’intero mondiale. Ecco cinque curiosità che lo rendono unico.

Le monoposto LEGO che hanno stupito tutti

Prima del via del Gran Premio dello scorso anno, a Miami è andato in scena uno dei momenti più originali mai visti in Formula 1: una “gara” con monoposto LEGO a grandezza quasi reale.

Le vetture, ispirate alla linea LEGO Speed Champions, sono state costruite nella fabbrica Kladno, in Repubblica Ceca, dopo oltre 22.000 ore di lavoro.

Ogni modello pesa circa 1.000 kg, è composto da oltre 400.000 pezzi e può raggiungere i 20 km/h. I piloti si sono divertiti a guidarle davanti ai tifosi, regalando uno spettacolo perfettamente in linea con lo spirito giocoso e sopra le righe di Miami.

Dalle piste in legno a un circuito progettato 70 volte

Nonostante l’attuale tracciato della Formula 1 sia uno dei più giovani in calendario, la città della Florida ha un legame con il motorsport che risale agli anni ’20, quando si correva su piste ovali in legno, strutture affascinanti ma fragili, spazzate via rapidamente dal tempo e dagli eventi naturali.

Oggi lo scenario è completamente diverso: il moderno Miami International Autodrome è il risultato di un lunghissimo lavoro di progettazione, con oltre 70 configurazioni testate prima di arrivare a quella definitiva.

Il circuito attuale, costruito attorno all’Hard Rock Stadium, combina 19 curve e tre zone SM, in circa 5,41 km, permettendo alle monoposto di arrivare a velocità tra le più elevate del calendario. Un’evoluzione enorme che racconta quanto sia cambiato il motorsport in un secolo.

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