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Red Bull, dopo tanti addii ingaggia un ex Ferrari per risollevare l'area tecnica

F.P.
Pubblicato il 17 aprile 2026, 23:36
Spingere sullo sviluppo della RB21, si diceva, avrebbe aiutato Red Bull a ritrovarsi con una correlazione ottimale tra i dati in galleria del vento (notoriamente vetusta, quella in uso al team) e la realtà della pista, correlazione che sarebbe tornata utile sullo sviluppo della RB22. Le cose al momento sono andate molto diversamente, il progetto del direttore tecnico Wache è in crisi su più aree, dal peso al deficit di prestazione aerodinamica e sospensiva, che si è tradotto in una Racing Bulls di fatto sui medesimi livelli prestazionali.
Serve un rapido piano di sviluppo e gli interrogativi sulla possibilità che già a Miami avvenga un’inversione di rotta sono molti, dopo l’introduzione di alcuni aggiornamenti a Suzuka ma senza sostanziali progressi.
Landi a capo della prestazione
L’area tecnica chiamata a sviluppare la RB22 e rendere il 2026 di Verstappen meno deprimente di quanto non lo sia già registra una riorganizzazione di ruoli e un nuovo ingaggio. Andrea Landi sarà operativo dal primo luglio quale Head of Performance e approda in Red Bull dalla posizione di direttore tecnico vicario ricoperta dal 2024 in Racing Bulls. Prima, i trascorsi in Ferrari, quale capo della Dinamica del veicolo, ruolo che lo riporto in Formula 1 dopo la parentesi nel DTM con BMW. Nella massima serie, Landi, ha debuttato nel 2010, spendendo tre campionati in Toro Rosso, nella posizione di ingegnere di pista.
Maggiori poteri a Waterhouse
Le mansioni del tecnico di Piombino rilevano la posizione di Ben Waterhouse, che quale riporterà nel suo nuovo ruolo di Chief Performance and Design Engineer al direttore tecnico Waché. Red Bull, nell’annunciare la riorganizzazione dell’area tecnica, ha sottolineato come sia “un’evoluzione che rafforza l’integrazione tra queste due aree (progettazione e prestazione; ndr) e accelererà lo sviluppo di soluzioni competitive e altamente performanti”. Detto altrimenti: urgono sviluppi che funzionino.
L’ampliamento delle competenze in campo a Waterhouse - in Red Bull dal 2017, con il ruolo di Head of Performance Engineering - è immediatamente operativo. “Questi cambiamenti supportano le ambizioni tecniche di lungo termine della squadra e riflettono la costante attenzione sullo sviluppo di talenti interni, attraendo al tempo stesso figure di punta all’interno dello sport”.
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