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Motori Formula 1: correzione in due fasi e nessun intervento hardware

Pubblicato il 13 aprile 2026, 09:51
Si apre una settimana di nuove riunioni tra la Fia, le squadre e i motoristi su come, in concreto, intervenire sulle power unit per presentarsi, al GP di Miami, in una condizione meno critica di quanto non lo è stata in Australia e Giappone, sul punto della gestione energetica.
Bocche cucite, anche dopo l’incontro del 9 aprile, sui punti concreti dell’intervento. Quel che è certo è che non verrà modificato l’impianto della potenza elettrica al 50% del valore totale e l’idea di base di questo ciclo tecnico non verrà sconfessata: “Non stiamo parlando di una revisione completa”, le parole di Tombazis, responsabile monoposto della Fia, riportate da Nextgen Auto. La situazione è seria ma non è ancora grave, verrebbe da dire.
Correzioni col bilancino
Tombazis sostiene la linea di interventi calibrati che, inevitabilmente, richiedono un procedere per tentativi e verifiche. La Federazione, sin dai test in Bahrain, d’accordo con i motoristi, aveva rifiutato un intervento radicale sul tema della gestione energetica, dei fenomeni di clipping marcato, prima di assistere, realmente, all’andamento delle gare iniziali della stagione. Quelle gare, due su tre, hanno esposto chiaramente il limite delle power unit e andrà trovato il modo per “alimentare” il motore elettrico senza pregiudicare la possibilità dei piloti di spingere al massimo in qualifica e non diventare semplici gestori di un sistema energetico durante la gara.
"Si può imparare a livello teorico come suonare il violino, ma finché non lo si suona, non si capisce necessariamente cosa comporti”, ancora Tombazis, che parlando degli interventi possibili e la modifica delle norme del regolamento sportivo, aggiunge: “Queste regole sono quello che chiamiamo, nell’insieme, regole di gestione dell’energia. Non richiederanno modifiche hardware, ma potrebbero richiedere alcuni cambiamenti nelle impostazioni e nel software.
Potremmo decidere di introdurre una fase 1 e una fase 2, concedendo, magari, alla fase 2 un po' più di tempo affinché i costruttori possano effettuare alcune regolazioni.
Tutti sono appassionatissimi di questo sport: piloti, tifosi, e quando le cose non sono perfette, lo dicono con passione. Non ci aspettiamo che le persone edulcorino i propri commenti ma spero in un ampio consenso, che anche le squadre ci sostengano e che non ci troviamo nella situazione di dover discutere troppo”.
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