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Aston e Honda, sulle vibrazioni c'è luce in fondo al tunnel

Pubblicato il 1 aprile 2026, 17:20
Tolta Mercedes, i rimandati dopo tre gare del mondiale sono numerosi, con problemi più o meno gravi da risolvere per essere all’altezza delle aspettative. Tra chi sta (o dovrebbe stare) davanti, Red Bull versa in pessime condizioni con la RB22 ancor prima che a causa della power unit, McLaren deve crescere e confermare che da Suzuka può rilanciarsi come alternativa a Mercedes. Ferrari deve recuperare terreno sulla W17, specialmente lato power unit.
Tra i bocciati senza riserve finisce Aston Martin Honda, che in Giappone ha visto per la prima volta il traguardo in gara. Non granché di cui rallegrarsi, come ha riconosciuto Mike Krack, volto della squadra nei rapporti esterni. La AMR26 manca di prestazione in curva, manca di prestazione lato power unit ed è sovrappeso. Un mese di tempo per lavorare in fabbrica dovrà produrre miglioramenti in ogni area. A Miami la verifica sul lavoro svolto.
Vibrazioni positive
Dall’esperienza nelle libere di Suzuka c’è un aspetto, perlomeno, positivo, che riguarda le vibrazioni della power unit Honda. Il motorista, alla vigilia della gara di casa, era tornato a ribadire come le vibrazioni assolute registrate al banco, dalla power unit, fossero entro i limiti. Salvo aumentare ed essere percepite dai piloti una volta installata in macchina. Un aspetto che richiedeva l’intervento anche del team sulla AMR26.
Secondo quanto riportato da The Race, nelle libere in Giappone Aston ha provato un sistema di smorzamento delle vibrazioni applicato nella zona del piantone della monoposto, tuttavia, non è stato ancora validato per l’uso durante l’intero week end. Da qui le sensazioni diverse avute da Alonso, contrastanti tra quelle positive nelle libere, senza vibrazioni anomale, e il ritorno delle stesse in qualifica.
Krack ha confermato l’intervento da parte del team, “abbiamo provato qualcosa durante le sessioni che ha rappresentato un piccolo miglioramento, però non potevamo portarla in gara. Introdurre nuovi pezzi comporta sempre dei rischi e devi considerarli quando prendi decisioni legate all’affidabilità. Erano pezzi nuovi, hanno mostrato segnali promettenti”. L’obiettivo è di mettere la parola fine sulle vibrazioni al ritorno in pista a Miami. Da lì resteranno i problemi di una competitività tutta da creare, sia sulla power unit e gli sviluppi aggiuntivi che concederà l’Aduo, verosimilmente nella misura massima di 2 interventi durante l’anno e due nel 2027, che sul lato telaistico e aerodinamico.
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