I nemici del Drake: al MAUTO la rivoluzione inglese che sfidò Ferrari

Arriva al MAUTO di Torino la mostra sulla sfida tra Ferrari e scuderie inglesi: tecnica, creatività e rivoluzione nella Formula 1 tra anni ’60 e ’80

I nemici del Drake: al MAUTO la rivoluzione inglese che sfidò Ferrari
© MAUTO

Ilaria ToscanoIlaria Toscano

Pubblicato il 1 aprile 2026, 16:09

C’è un momento nella storia della Formula 1 in cui il dominio assoluto della Ferrari viene incrinato da una generazione di outsider visionari. È il tempo dei cosiddetti “garagisti”, come li definiva Enzo Ferrari, ed è proprio a quella stagione rivoluzionaria che il Museo Nazionale dell’Automobile dedica la mostra I nemici del Drake. Enzo Ferrari e le scuderie inglesi, visitabile dal 2 aprile all’11 ottobre 2026.

Curata da Carlo Cavicchi e Mario Donnini insieme a Maurizio Cilli, l’esposizione si presenta come un tra le più ampie e complete mai realizzate sul tema: 23 vetture iconiche, documenti, fotografie e memorabilia raccontano la trasformazione tecnica e culturale che, tra gli anni Sessanta e Ottanta, cambiò per sempre il motorsport.

La sfida dei “garagisti”

Oltre che di una rivalità sportiva, si trattò di uno scontro tra visioni. Da una parte Maranello, simbolo di tradizione, potenza e centralità industriale. Dall’altra una galassia di piccoli team britannici, spesso nati in officine improvvisate, capaci però di rivoluzionare l’approccio progettuale alla Formula 1.

Cooper, Lotus, Tyrrell, McLaren: nomi che oggi appartengono in parte al mito, ma che allora rappresentavano un’alternativa radicale. Telaio leggero, motore posteriore, sperimentazione continua: soluzioni che ribaltarono le gerarchie consolidate. In questo contesto, la Ferrari si trovò a confrontarsi con una nuova concorrenza.

Come sottolinea Donnini, la portata di quella stagione va ben oltre la tecnica: fu una vera rivoluzione culturale. L’energia della Swinging London, tra musica, moda e arti visive, contaminò anche il motorsport, trasformandolo in un linguaggio moderno e globale.

Una mostra immersiva tra tecnica e cultura

Il percorso espositivo del MAUTO si sviluppa su oltre 2000 metri quadrati e restituisce con forza l’atmosfera di un’epoca irripetibile. Accanto a monoposto leggendarie, dalla Ferrari 246 alle rivoluzionarie Lotus e Tyrrell, trovano spazio caschi, tute, programmi di gara e il celebre motore Ford Cosworth DFV, simbolo della rivoluzione tecnologica della Formula 1.

L’allestimento racconta le innovazioni ingegneristiche e intreccia la storia delle corse con il contesto sociale e culturale dell’epoca. Ne emerge un racconto corale in cui velocità, creatività e spirito pionieristico si fondono.

Il racconto di Donnini: una guerra di visioni

Nel contributo curatoriale, Mario Donnini restituisce con grande efficacia narrativa il senso di quella sfida:

In trenta anni di corse, dal 1958 al 1988, esplode una guerra planetaria tra il patriarca delle corse Enzo Ferrari che punta tutto sui cavalli del motore, e un gruppo di piccoli costruttori inglesi, i quali sopperiscono alla mancanza di potenza dei loro propulsori con una creatività prodigiosa, furba e a tratti spregiudicata, una sintesi da Leonardo da Vinci, Diabolik e James Bond. […] Un'epopea fino a oggi impalpabile e rimpianta, ma, grazie a questa mostra, finalmente catturata e cristallizzata in un contesto spettacolare, che ne restituisce anche il magnetismo culturale: un sostrato cosi imbevuto di Swinging London, di rivoluzioni psichedeliche e di colori e calori rimpianti, che per una volta ritornano. In una mostra-evento che, come la Cometa di Halley, meraviglia e passa una volta nella vita".

Un conflitto fatto di intuizioni geniali, soluzioni tecniche audaci e personalità fuori dagli schemi, che ha segnato in modo indelebile l’identità stessa del motorsport contemporaneo.

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