Il caos, la squalifica, la storia: Nannini e il giorno straordinario

Il contatto Senna-Prost, la squalifica e il colpo di scena: a Suzuka, nel 1989 Alessandro Nannini conquista una vittoria unica e irripetibile

Il caos, la squalifica, la storia: Nannini e il giorno straordinario
© Instagram Benetton Formula

Ilaria ToscanoIlaria Toscano

Pubblicato il 24 marzo 2026, 10:04

Ci sono gare che entrano nella storia per chi vince. Altre, invece, per tutto quello che succede attorno. Il Gran Premio del Giappone del 1989 appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Eppure, proprio in quel caos, si inserisce una pagina unica della Formula 1 italiana: l’unica vittoria di Alessandro Nannini.

Mentre la Formula 1 si prepara a tornare a Suzuka per il Gran Premio del Giappone di domenica prossima, il ricordo di quella gara riemerge con tutta la sua forza. Non solo per il celebre scontro tra Ayrton Senna e Alain Prost, ma per ciò che ne derivò.

La gara che decise tutto

Suzuka 1989 non era una corsa qualsiasi. Era il crocevia del mondiale. Senna e Prost arrivavano in Giappone separati da una rivalità feroce, personale prima ancora che sportiva.

A pochi giri dalla fine, all’ultima chicane, accade l’inevitabile: il contatto.

Prost si ritira immediatamente. Senna riparte, torna ai box, cambia l’ala anteriore e compie una rimonta furiosa fino a tagliare il traguardo per primo. Ma quella vittoria dura poco: la direzione gara lo squalifica.

Dopo il contatto con Alain Prost alla curva finale, Senna era riuscito a ripartire grazie anche all’intervento dei commissari, che avevano spinto la monoposto fino a rimetterla in moto. Un elemento già controverso, perché configurava un aiuto esterno.

Inoltre, per rientrare in pista, Senna aveva tagliato la chicane senza percorrere correttamente la curva.

E così, una delle polemiche più accese della storia della Formula 1, cambia il risultato.

Nannini, al posto giusto nel momento giusto

Alle spalle dei due protagonisti del mondiale, c’era un pilota che stava facendo semplicemente la sua gara: Nannini.

Con la sua Benetton Formula, l’italiano aveva costruito una prestazione solida, senza errori, rimanendo fuori dai guai. Aveva tagliato il traguardo in seconda posizione, ma la squalifica di Senna lo promosse al primo posto.

Una vittoria arrivata senza passare per primo sotto la bandiera a scacchi, ma tutt’altro che casuale. In una gara dove i grandi protagonisti si eliminarono a vicenda, fu premiata la costanza.

Una vittoria diversa da tutte le altre

Il successo di Nannini resta uno dei più particolari nella storia della Formula 1.

Non c’è stato il sorpasso decisivo all’ultimo giro, né un dominio incontrastato. È stata una vittoria costruita giro dopo giro, resa possibile da un contesto straordinario ma fondata su una prestazione concreta.

Ed è proprio questo che la rende speciale: rappresenta quel tipo di successo che in Formula 1 può arrivare solo a chi resta lucido quando tutto intorno crolla.

Il circuito di Suzuka ha spesso deciso campionati e carriere. Ma raramente lo ha fatto in modo così drammatico.

Un’eredità sospesa

Quella vittoria rimarrà l’unica in Formula 1 per Nannini. L’anno successivo, un grave incidente in elicottero pose fine alla sua carriera nella massima categoria proprio mentre sembrava in piena crescita.

Ed è forse anche per questo che il suo successo a Suzuka ha assunto un valore ancora più simbolico: non solo una vittoria, ma un momento irripetibile.

Verso un nuovo capitolo

Domenica prossima, Suzuka tornerà a vivere un nuovo Gran Premio del Giappone. I protagonisti saranno diversi, le dinamiche cambiate, la Formula 1 trasformata.

Ma ogni volta che si torna su questo circuito, è impossibile non pensare a quel 1989.

A quella chicane.  

A quel contatto.  

E a quella vittoria silenziosa, diventata leggenda.

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