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Antonelli: “A tre giri dalla fine ho fatto un pasticcio, ho avuto paura”
Antonelli debutta in Rai tra aneddoti, tensione in gara e leggerezza: dal podio “alla Raikkonen” ai complimenti di Hamilton, con ironia e maturità

Pubblicato il 20 marzo 2026, 11:01
Prima volta in un programma Rai per Kimi Antonelli, e l’impressione è quella di un talento già perfettamente a suo agio anche lontano dalla pista. Ospite de “La pennicanza” di Fiorello, il giovane pilota italiano si è raccontato davanti a una platea speciale: gli studenti di un quinto liceo classico di Roma. Il risultato? Un’intervista dal clima disteso, ironico e sorprendentemente maturo, che ha mostrato non solo il pilota, ma anche il ragazzo.
Antonelli ha alternato con naturalezza momenti divertenti e riflessioni sincere, a partire da un aneddoto che ha strappato sorrisi: quando, durante un Gran Premio di Formula 1 nel 2014, il padre lo nascose tra una pila di gomme per permettergli di entrare in pit lane. Un’immagine quasi cinematografica, che racconta bene quanto la passione per questo sport fosse radicata fin da bambino.
Sul piano sportivo, non sono mancati spunti interessanti. Alla domanda su quale sia il momento più teso in gara, Antonelli non ha avuto dubbi: “La partenza, quando si è tutti insieme”. Ma ha anche aggiunto una riflessione che tradisce già una sensibilità da pilota esperto: gli ultimi giri, quando si è vicini alla vittoria, “sembrano i più lunghi del mondo… invece di fare tre giri sembra di farne dieci, non finiscono più”.
L'errore inaspettato
Proprio su questo tema ha raccontato anche un episodio di difficoltà: “A tre giri dalla fine ho fatto un pasticcio, sono andato lungo da solo. Lì ho avuto paura”. Una confessione che restituisce l’umanità dietro il talento, e che rende ancora più evidente il percorso di crescita che lo attende.
Tra le emozioni più forti, inevitabile il ricordo del podio, quando lo speaker lo ha chiamato “Raikkonen”: “Non ci volevo credere, ero emozionato, non vedevo l’ora di salire e loro hanno detto Kimi Raikkonen…”. Un errore curioso, ma anche simbolico, considerando il peso di un nome così importante nella storia della Formula 1, anche se, in questo caso, l'appellativo di Antonelli non è ispirato al campione finlandese.
Spazio anche ai rapporti nel paddock. Il complimento più inatteso? Quello di Lewis Hamilton: Antonelli ha sottolineato quanto sia stato gentile nei suoi confronti, definendolo il più carino tra tutti quelli che si sono congratulati con lui. Un dettaglio che racconta molto anche del rispetto che il giovane italiano sta già guadagnando.

Tra tennis e calcio
L’intervista ha poi preso una piega più leggera, tra il racconto della pasta mangiata appena rientrato in Italia e una battuta su Jannik Sinner: “Farò guidare a Sinner una F1? Dobbiamo vedere se ci entra, è bello alto”.
Non è mancato neanche il calcio: Antonelli ha dichiarato il suo tifo per il Bologna, scatenando le reazioni dei tanti romanisti presenti in studio in vista della partita di Europa League che si è disputata ieri sera e ha visto il trionfo della squadra del cuore di Kimi. Il tutto si è chiuso con fair play: “Che vinca il migliore”.
Se in pista il talento è evidente da tempo, fuori dall’abitacolo Antonelli sta iniziando a costruire qualcosa di altrettanto importante: una presenza credibile, spontanea e già riconoscibile in Italia e nel mondo. E in Formula 1, oggi, non è un dettaglio.
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