Byd ha voglia di motorsport e tiene un occhio sulla F1

Il più grande costruttore cinese per volumi di auto vendute starebbe valutando un impegno nelle corse e monitora diverse categorie e possibili soluzioni
Byd ha voglia di motorsport e tiene un occhio sulla F1
© APS

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 10 marzo 2026, 16:27

Se potrà essere un 12° team o se andrà a investire in una struttura già presente in griglia, saranno dettagli da approfondire in una fase successiva. Posto che vi sia. Quella attuale è la fase dei rumours, beninformati e raccolti da una fonte affidabile qual è l’agenzia di stampa Bloomberg. Byd starebbe valutando un impegno nelle competizioni, esplorando diverse categorie, tra cui il mondiale Endurance e la Formula 1.

Il più grande costruttore cinese al mondo, per volumi di auto ibride ed elettriche venduti, ha prodotto una crescita esponenziale in Cina nel giro di 20 anni, iniziando da produttore di batterie e, negli ultimi tre, in fase di forte espansione in Europa e altri mercati globali.

Costruire il brand con le corse

Nel percorso di costruzione di un’immagine globale e di coinvolgimento di un pubblico nuovo, diverso dai clienti cinesi, Byd ha investito copiosamente in pubblicità in manifestazioni come gli Europei di calcio.

Manca, al momento, una presenza nel motorsport. Le opzioni sono al vaglio dell’azienda, secondo le anticipazioni di Bloomberg e potrebbero anche esaurirsi in un nulla di fatto. Leggendo in controluce l’indiscrezione, tuttavia, i vantaggi sarebbero reciproci, per il business della F1 e per Byd. Il primo ne guadagnerebbe in termini di ingresso sul mercato cinese e, in generale, maggiore presenza in Asia; in misura molto maggiore di quanto non sia accaduto con l’apparizione di piloti cinesi.

Bydtroverebbe una categoria, a oggi e fino al 2030 - salvo interventi di rivoluzione del ciclo tecnico in atto -, perfettamente allineata alla propria strategia industriale. Una F1 dall'ibrido a forte spinta elettrica.

Nei mesi scorsi, la possibilità che FOM aprisse le porte a un 12° team erano state di molto ridimensionate, lasciando intendere che un tale scenario sarebbe stato contemplato solo di fronte all’impegno di un grande costruttore globale. A oggi, dei brand assenti e potenzialmente interessati alla Formula 1, Toyota e Byd rispondono a quell’identikit.

La F1 non è un pranzo... a buon mercato

Tuttavia, immaginare un impegno da zero e in prima persona da parte di chi non ha mai esplorato il motorsport, è una sfida enorme e improbabile. A partire dai costi dell’impresa: il miliardo di dollari di investimento iniziale per strutturare un team risuona ancora come la soglia che Toto Wolff presentò alle velleità di Andretti e Cadillac, fino a un paio di anno fa. 

Vero è che Byd ha una capacità ingegneristica, di risorse umane, numericamente superiore ai grandi player europei dell’industria dell’auto. La via alternativa potrebbe essere rappresentata da un investimento su una squadra già strutturata, una formula da title sponsor o con un maggior livello di coinvolgimento. Tutti scenari che vale la pena monitorare, insieme ai movimenti e alle presenze che nel week end appariranno nel paddock di Shanghai.

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