GP Australia: le pagelle

Voto massimo ad una Mercedes che Russell sfrutta alla perfezione; super Lindblad, bene i due Ferrari, bocciatura per Williams e Aston Martin
GP Australia: le pagelle
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Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 9 marzo 2026, 09:59 (Aggiornato il 9 marzo 2026, 09:19)

Mercedes: 10

Tra superiorità e dittatura sportiva, rischiano di non esserci troppe sfumature. Non se lo augurano gli altri, se lo augura Toto Wolff che certe sensazioni, pur non vivendole da un po’, se le ricorda bene. La palma di favoriti, di quelli che hanno tutto da perdere, non ha fatto paura alla Mercedes, capace di interpretare (con ombre sul rapporto di compressione) meglio di tutti questa nuova F1. Ma non è solo una questione di motore, che pure è centrale in questa supremazia (ed il DT dell’Area Motorei Hywel Thomas, infatti, è stato mandato sul podio a ritirare il trofeo): la W17 è forte in tutto e nel finale Russell e Antonelli nemmeno avevano bisogno di spingere.

 

 

George Russell: 9

Dato quel che hanno fatto tra Brackley e Brixworth, forse è giusto lasciare la Mercedes come squadra in primo piano e con il massimo dei voti. Non ce ne voglia: con questa macchina, avrà modo di prendersi tanti di quei “10” che gli verranno quasi a noia. Lui non sbaglia nulla: si complica la vita al via, o meglio gliela complica Leclerc, col quale intraprende un duello a base di sorpassi e gestione energetica. Dopo quattro anni, ha la macchina che Mercedes gli aveva promesso.

 

 

Andrea Kimi Antonelli: 8

Paradossalmente, la misura della superiorità della Mercedes la dà più lui: perché in un fine settimana in cui gli intoppi sono numerosi, alla fine arriva secondo in scioltezza e questo è un problema soprattutto per gli altri. Distrugge la macchina in FP3 e deve ringraziare la bandiera rossa in Q1 se riesce a prendere parte alle qualifiche, poi si getta nella mischia senza correzioni di assetto e, nonostante questo e nonostante una pessima partenza, si prende la prima fila al sabato e la piazza d’onore in gara. Occhio, però: per battere Russell, occorre essere perfetti.

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