Ferrari: il GP Australia come un buon punto di partenza

Il Cavallino Rampante apre il 2026 con un 3° e 4° posto e pochi rimpianti: la SF-26 è una base solida per costruire una bella stagione e Melbourne lo ha confermato
Ferrari: il GP Australia come un buon punto di partenza
© Getty Images

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 8 marzo 2026, 08:17

Non si esulta, ma si sorride. Il che è abbastanza per archiviare positivamente questo GP Australia che tante incognite proponeva, e che per la Ferrari si è risolto con il miglior risultato possibile, potenziale alla mano: 3° Leclerc, 4° Hamilton.

 

 

Non solo Leclerc: c'è anche Hamilton

Anche vedere i due piloti così vicini sul traguardo, con Lewis che con qualche giro in più avrebbe potuto pure prendersi il primo podio della sua vita da ferrarista. Ed è questa un'altra, ottima notizia dalle parti di Maranello, dove da un anno ci si tormenta nel chiedersi se con Lewis Hamilton sia stata fatta la scelta giusta o meno. Lewis, almeno a Melbourne, c'era: non lontano da Leclerc in qualifica, non lontano da Leclerc nel passo, addirittura più veloce (6" circa guadagnati dopo la sosta) nell'ultimo stint. Questa macchina gli piace di più, questa F1 gli piace di più: avere due piloti in palla, per il Cavallino Rampante, è stata la miglior notizia possibile in arrivo dall'Australia.

 

 

Nessun rimpianto

La seconda buona notizia è quella di una macchina nata bene, senza difetti intrinseci, completa sui fondamentali. Nessuno, tra team principal e piloti, è voluto ricorrere troppo al "what if", al cosa sarebbe stato in caso di pit-stop in contemporanea con la Mercedes in occasione della prima VSC: c'è la sensazione nel box rosso che la Stella ne avesse di più e che avrebbe vinto comunque. Mancherà la riprova, non c'è la sfera di cristallo per dirla alla Vasseur: ma il team principal ha reputato la W17 superiore, al netto delle scelte tattiche. Quindi, in sintesi, per la Ferrari il GP Australia è stato un buon punto di partenza sul quale costruire una stagione da protagonisti, che dipenderà molto dall'approccio dalla qualità del lavoro che verrà fatto sul fronte degli sviluppi. E Vasseur non si è nascosto: "Non so quale sia il reale valore del distacco da Mercedes, forse siamo sul mezzo secondo a cambierà da pista a pista. Abbiamo una lunga lista di cose da migliorare. Porteremo un aggiornamento al  telaio, ma dobbiamo migliorare in tutto". E anche Hamilton, sotto sotto, ci crede: "Recuperare Mercedes è difficile, ma non impossibile".

Sviluppi e ottimizzazione

Il margine di crescita, lo ripetiamo sin dal primo test, è enorme per tutti. E lo è anche nel lavoro in pista, un lavoro che non è stato ottimale per la Ferrari a Melbourne, come sottolineato anche da Leclerc: "Non ho avuto un weekend costruito, dove da FP1 a FP3 ho avuto una macchina costante, ho fatto avanti e indietro sul set-up ed ho fatto fatica". L'ottimizzazione, dunque, come chiave fondamentale per recuperare parte di quel gap che con Mercedes indubbiamente c'è, ma che non è nemmeno vicino a quegli spaventosi otto decimi rimediati in qualifica, figli anche di una gestione energetica non all'altezza. Melbourne, dunque, come buon punto di partenza e nulla di definitivo: la stagione Ferrari riparte da qui.

 

 

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