Guerra in Iran, gli effetti collaterali su Formula 1 e WEC

Gli eventi dello scorso week end hanno impattato sugli spostamenti del personale diretto a Melbourne e tra poche settimane si correrà nell'area del Golfo
Guerra in Iran, gli effetti collaterali su Formula 1 e WEC
© Getty Images for Australian Grand Prix Corporation

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 2 marzo 2026, 14:44

Il fronte di guerra aperto in Iran, con gli attacchi condotti da Israele e Stati Uniti e i missili lanciati da Teheran verso i Paesi del Golfo, Dubai in primis, nel piccolo delle vicende che riguardano il motorsport ha condizionato gli spostamenti del personale della Formula 1 in volo verso l’Australia e rischia di condizionare ulteriormente i programmi delle prossime settimane.

Se il materiale dei team era da giorni già arrivato a Melbourne, spedito all'indomani dei test in Bahrain, i trasferimenti del personale delle squadre e dell’intero Circus si sono concentrati, come avviene ogni anno, nelle ore dello scorso week end. Il caos logistico è dovuto allo scalo aereo tra Dubai, Qatar e Abu Dhabi, necessario per raggiungere Melbourne dall’Europa. I missili lanciati su Dubai e la chiusura dell'aeroporto tra sabato e domenica ha impattato pesantemente sui programmi di volo di chi doveva recarsi in Australia.

Il caos degli spostamenti aerei

Una complicazione nel riprogrammare gli spostamenti sulla quale l’a.d. della società organizzatrice il GP d’Australia, Travis Auld, ha commentato: "Stiamo parlando di team, piloti, personale di Formula 1, immagino che ci siano quasi un migliaio di persone che avevano già prenotato i loro voli e che sarebbero atterrate oggi, domani o mercoledì: tutti i voli hanno dovuto essere cambiati. Molte persone in tutto il mondo stanno facendo la stessa cosa, quindi ovviamente si è in competizione con questo aumento della domanda, ma sono riusciti a risolvere la situazione. Ci saranno i piloti, ci saranno gli ingegneri, ci saranno i team principal. Sono loro ad avere la priorità".

L’avvio del campionato, dopo la gara in Australia del prossimo week end, porterà la F1 in Cina la settimana seguente e in Giappone, aggirando le rotte aeree che passano per il Medio Oriente. Una criticità rinviata fino all’inizio del mese di aprile, quando sono in programma i GP in Bahrain (10-12 aprile) e la settimana seguente in Arabia Saudita. Lo scenario di guerra è in evoluzione e deve considerare l’annunciata durata delle operazioni di attacco, fatta dal presidente Trump, di 4 settimane.

Pirelli ha cancellato i test in Bahrain

In Bahrain, sabato e domenica scorsa, avrebbero dovuto svolgersi i test Pirelli di sviluppo delle gomme da bagnato, su una pista irrigata artificialmente. Il programma è stato cancellato, alla luce degli avvenimenti di guerra nell’area del Golfo. Pirelli ha diffuso una nota con la quale ha sottolineato la cancellazione “per motivi di sicurezza a seguito dell'evoluzione della situazione internazionale. Tutto il personale Pirelli attualmente a Manama è al sicuro nei propri hotel. L'azienda sta lavorando per garantire la loro sicurezza e organizzare il loro ritorno in Italia e nel Regno Unito il prima possibile”.

Il WEC e l'avvio in Qatar

Non è solo il piccolo ecosistema globale della Formula 1 essere interessato dai fatti del mondo che avvengono in Medio Oriente. Il campionato Endurance ha in programma a fine marzo due appuntamenti cruciali in Qatar, con il prologo e la prima gara del mondiale. Con i venti di guerra e gli attacchi di risposta condotti dall’Iran nei Paesi dirimpettai sul Golfo e al di là dello Stretto di Hormuz, il WEC ha diffuso una nota con la quale ha spiegato la fase di monitoraggio ”da vicino della situazione in atto in Medio Oriente, un processo di rigorosa valutazione è in atto da diverse settimane. La sicurezza dei concorrenti, del personale e dei tifosi rimane la priorità assoluta. Di conseguenza, il management del Fia Wec è in costante e diretta comunicazione con le autorità in Qatar. Il Wec sta tenendo incontri regolari con le autorità del Qatar relativamente ai prossimi eventi del Prologo e della 1812 km del Qatar, in programma, rispettivamente, il 22-23 marzo e il 26-28 marzo. Continueremo a valutare giornalmente la situazione e ulteriori aggiornamenti verranno comunicati, se necessari”.

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