Honda: i guai alla batteria, le proprie responsabilità e le colpe Aston Martin

Il motorista fa luce sui cedimenti della batteria dovuti alle vibrazioni verificate dal telaio e dalla power unit, corsa contro il tempo per una prima soluzione
Honda: i guai alla batteria, le proprie responsabilità e le colpe Aston Martin
© Getty Images

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 27 febbraio 2026, 12:54

Un inizio peggiore non era oggettivamente preventivabile e la prima, vera sessione di test ha rivelato tutti i problemi di Aston Martin e Honda. Problemi lontani dall’essere risolti e, il team, lontanissimo dalle ambizioni di essere una squadra di punta.

Tra una settimana sarà già Melborne, prove libere del GP d’Australia e la pista dirà se e quali progressi avrà compiuto Honda. Il motorista, alla vigilia dell’inizio di campionato, si è presentato davanti ai giornalisti giapponesi per spiegare l’origine dei problemi di affidabilità della power unit. Responsabilità proprie, com’è evidente, insieme a criticità sul fronte telaistico. Una bella fetta, quindi, di responsabilità assegnata in capo ad Aston Martin.

Koji Watanabe, presidente di HRC davanti ai media non ha potuto far altro che riconoscere il disastroso debutto in pista. “Abbiamo fallito nel dimostrare pienamente le prestazioni attese, è stato difficilissimo per noi nei test e si è rivelato un complesso problema”.

Primo obiettivo: ridurre le vibrazioni

In Australia l’interrogativo è sulla capacità che avrà Honda di portare in pista un motore che possa completare il Gran Premio. Di prestazioni e ambizioni, al momento, non se ne parla se non nell’ottica di un generico “arriveremo a vincere”.

A Sakura i tecnici Honda - più una delegazione Aston - lavorano in una sorta di unità di crisi che è chiamata a mettere delle toppe ai problemi della power unit. Il principale? Le vibrazioni che causano guasti al sistema del pacco batteria. Riconosco che i risultati dei test sono stati molto pesanti e la situazione è grave. Gli ingegneri HRC a Sakura e i tecnici sul campo si stanno impegnando a fondo per migliorare ed è una corsa per farlo in vista del primo GP.

Vogliamo eliminare le vibrazioni in modo da poter lottare al primo GP e nel GP del Giappone, ha aggiunto Ikuo Takaishi, direttore operativo Honda Racing. Il direttore generale ha evidenziato anche il percorso - non lineare - che ha riportato Honda in Formula 1, con il ritardo trascorso tra il 2021 dell'annunciato addio alla F1 e il 2023 dell'impegno sul nuovo ciclo tecnico. In mezzo, una struttura HRC alla quale riassegnare tecnici e risorse, contestualmente all'entrata in vigore del budget cap sui motori. 

Anche Aston dovrà intervenire

"Durante i test pre-stagionali sono state rilevate vibrazioni anomale e ritengo che la causa principale dei danni al sistema della batteria sia stata proprio questa anomalia. Il reparto power unit indagherà sulle cause e adotterà le contromisure necessarie. Allo stesso tempo, stiamo anche prendendo provvedimenti sul lato telaio e insieme ad Aston Martin stiamo lavorando per una soluzione in vista dell’apertura del campionato”. Sarà interessante capire in che misura le vibrazioni originino dal telaio o siano legate alla trasmissione, un componente realizzato quest'anno per la prima volta da Aston Martin, dopo le stagioni di fornitura Mercedes, collegata alla power unit.

La corsa contro il tempo, per l'invio del materiale a Melbourne - dove già sono arrivati i primi container delle squadre - passa dai test al banco che vengono condotti a Sakura, dove Honda prova a simulare le vibrazioni riscontrate in pista. Le prospettive verso l’Australia appaiono molto simili a una presenza obbligata e per onor di firma, rinviando alla Gran Premio di casa, a Suzuka, seconda gara del campionato, due settimane dopo l’Australia, i correttivi sostanziali per una power unit che sia perlomeno affidabile.

Poi andranno verificate le prestazioni del pacchetto Honda-Aston Martin.

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