Horner: a Drive to Survive la sua verità sulla cacciata da Red Bull

L'ex gran capo di Red Bull Racing ha un'idea precisa, svelata a Netflix, su come siano andati i fatti che hanno portato al licenziamento nell'estate dello scorso anno
Horner: a Drive to Survive la sua verità sulla cacciata da Red Bull
© Getty Images

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 24 febbraio 2026, 12:56

Aspettando il ritorno nel paddock, se e quando avverrà con il progetto di acquisizione di una parte delle quote azionarie Alpine, di Christian Horner e della sua cacciata da Red Bull si parla, inevitabilmente, in Drive To Survive, ottava stagione in uscita venerdì su Netflix. Il quarto episodio è interamente dedicato al licenziamento di chi, per 20 anni, ha costruito, gestito e reso una struttura vincente Red Bull.

La retrospettiva sui fatti successivi al Gran Premio di Silverstone ha, agli occhi di Horner, un responsabile preciso come origine della “caduta dell’impero”. Personale, s’intende, perché il team, con l’arrivo di Mekies, ha dimostrato di saper risollevare le sorti tecniche e sportive, in un cambiamento di passo che non solo era insperato con la reggenza Horner ma era messa in dubbio la stessa opportunità di rincorrere una McLaren imprendibile.

Una perdita preziosa 

“Provo un vero senso di perdita e dolore. È avvenuto tutto all’improvviso, non ho avuto la possibilità di salutare il team come si deve e non avrei mai immaginato di trovarmi in questa situazione.

Mi è stato portato via qualcosa che per me era molto prezioso”, il racconto di Horner a Netflix, anticipato dal The Telegraph.

Due gli aspetti più interessanti della vicenda. Da un lato, Helmut Marko quale responsabile decisivo della cacciata di Horner da parte di Oliver Mintzlaff; dall’altro, il riconoscimento di Horner di una posizione divenuta, in Red Bull Racing, troppo potente dopo la scomparsa di Mateschitz.

Il ruolo di Jos Verstappen nel sollecitare l’uscita di Horner - in una fase, ricordiamo, nella quale Wolff insistentemente lavorava per convincere Verstappen a cambiare già in chiave 2026 -? Non ci crede più di tanto l'inglese.

Marko consigliere da bordo campo

“Non è mai stato un mio grande fan, ha sempre espresso apertamente la sua opinione su di me ma non credo che i Verstappen siano stati in alcun modo responsabili. Penso che sia stata una decisione presa da Oliver Mintzlaff con Helmut Marko che forniva consigli da bordo campo.

Alla fine, le cose sono cambiate all'interno dell'azienda, all'interno del gruppo. Il fondatore è morto e, dopo la morte di Dietrich, probabilmente sono stato considerato come una persona che aveva forse troppo controllo”.

Da quella posizione di dominus in Red Bull Racing, il ritorno di Horner in Formula 1, se si concretizzerà, dovrà avere premesse ancora superiori, a partire dal controllo di una parte della scuderia. Saranno le premesse per un ritorno al muretto o la seconda vita del manager inglese in Formula 1 avrà contorni diversi dai 15 anni di successi in pista pressoché irripetibili?

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