F1 2026, guida ai test di Sakhir: altre priorità rispetto a Barcellona

A Sakhir-1 cambiano le priorità: meno interesse verso l'affidabilità, si comincia a pensare più alla prestazione, su una pista diversa rispetto a Barcellona
F1 2026, guida ai test di Sakhir: altre priorità rispetto a Barcellona
© Getty Images

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 10 febbraio 2026, 14:05

La clessidra scorre rapida, i giorni passano frenetici: perché tre settimane volano, con due test ancora da affrontare ed i pezzi da spedire per il GP Australia. Dall'inizio dei test di Sakhir poi, sarà un mese intenso per le scuderie di Formula 1, che si preparano ad affrontare la seconda delle tre sessioni di test in programma.

Altro step rispetto a Barcellona

In Bahrain comincerà un lavoro diverso, rispetto a quello di Barcellona. Se in Spagna l'imperativo era quello di girare, accumulare i dati e verificare la tenuta dei sistemi, nel Golfo Persico il mirino inizierà a passare sul dettaglio e sulle prestazioni. Sakhir-1, se vogliamo chiamarla così, sarà una tappa intermedia tra le prove generali del Montmelò e l'affinamento definitivo dell'ultima sessione di test. Sakhir-1 sarà la tappa intermedia e, forse, quella dove si avranno differenze maggiori nei programmi delle squadre: perché c'è chi, come Aston Martin e soprattutto Williams, ancora ha molto da svezzare sulla propria vettura, mentre altri, come Mercedes e Ferrari, possono già guardare ad una seconda fase di studio della propria vettura, con una visione meno d'insieme e più specifica. Nel Golfo Persico si parlerà forse un po' meno di ricerca di correlazione ed affidabilità e si tornerà a parlare un po' di più di gomme e assetti, con accorgimenti sulle monoposto che inizieranno ad essere più definiti. E poi, attenzione agli aggiornamenti: qualcuno potrebbe già presentarsi con qualcosa di nuovo.

 

 

Pista differente: cosa cambia

Sakhir e Barcellona sono due tracciati piuttosto diversi: "stop&go" il primo, tanti curvoni nel secondo. In Bahrain efficienza aerodinamica ed efficienza energetica saranno severamente messe alla prova, su una delle piste migliori sulle quali testare le varie modalità di utilizzo di questi nuovi motori, la cui gestione energetica sarà decisiva per i risultati finali. In questo, il Bahrain sarà una verifica importante e per nulla scontata, così come lo sarà sulla tenuta delle gomme: dal Montmelò alcuni piloti hanno fatto sapere che secondo loro non sarà semplice gestire i pneumatici, soprattutto le posteriori, per il tipo di accelerazione che hanno queste vetture. E considerano quanto Sakhir metta alla frusta proprio le posteriori, sarà un test molto indicativo sul modo in cui vanno "accarezzate" le nuove Pirelli.

Oltre che il disegno del circuito, molto diverse saranno le temperature, altro banco prova per queste F1 che per forza di cose non hanno trovato elevate temperature nell'ultima settimana di gennaio in Catalogna. Tante altre cose da scoprire dunque in questo test di Sakhir, durante le quali inizieranno a cambiare programmi e priorità dei team nella preparazione verso la prima gara del mondiale.

Gomme: ancora C1, C2 e C3

I piloti torneranno in pista con le stesse mescole già utilizzate a Barcellona, ovvero C1, C2 e C3 (numero di set di ciascuna a scelta libera). Solo nella terza sessione (18-20 febbraio) si vedranno all'opera anche C4 e C5. Dunque, come già detto, la ricerca della prestazione verrà approfondita, ma non ancora in maniera assolutamente esaustiva, dato che mancheranno le due mescole più tenere della gamma.

Le gomme scelte dai team

 

 

 

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