Ferrari, il rosso e il blu proprio non vanno: parola dello sponsor Audi

Secondo il responsabile del marketing di Revolut, title sponsor di Audi, la scelta di design fatta da Ferrari con lo sponsor HP non è un esempio di stile riuscito 
Ferrari, il rosso e il blu proprio non vanno: parola dello sponsor Audi
© Ferrari

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 14 gennaio 2026, 14:51

Bella, bellissima, un esempio di stile ma… lenta. Che il design, la grafica, contino zero su una monoposto di Formula 1, dove tutto deve essere funzione, è cosa nota. Al punto che negli ultimi anni, per limare poche decine di grammi, al più qualche etto, le squadre hanno rinunciato a livree speciali e ridotto al minimo le aree verniciate (o wrappate), sostituendo la tinta nera con il carbonio a vista.

Purché sia vincente, val bene qualsiasi soluzione aerodinamica, qualsiasi livrea. Tanto più quando non vinci un titolo Piloti da 19 anni. Certo, se una monoposto è veloce, vincente ed è anche bella nell’armonia dei colori e delle forme, tanto meglio. Resterà nell’immaginario collettivo degli appassionati. Esempi? La Lotus nera e dorata di metà anni Ottanta, le Mclaren bianco-rosse, poi l’abbinata del medesimo sponsor tabaccaio con la Ferrari. Senza dimenticare le McLaren argentate.

 

Fiera dei colori e delle grafiche

La Formula 1 si appresta a celebrare presentazioni che saranno più che mai orientate a scoprire le livree, poiché per capire quali soluzioni tecniche definitive scenderanno in pista, specialmente in tema di aerodinamica, si dovrà attendere almeno fino al secondo test in Bahrain, a fine febbraio.

Parla di abbinamenti cromatici, di brand e percezione, il responsabile del marketing del nuovo sponsor Audi, Revolut che ne è diventato title sponsor. La casa tedesca presenterà il prossimo 20 gennaio i colori definitivi e le grafiche che andranno sulla R26, dopo essere scesa in pista a Barcellona per un filming day con la carrozzeria interamente nero carbonio a vista.

Ferrari? Irraggiungibile

Antoine Le Nel commenta l’abbinata con Audi e l'investimento deciso su "un marchio premium con il quale è possibile identificarsi. Ferrari è molto premium, Aston Martin pure, ma puoi realmente identificarti con Ferrari? Audi è un marchio di lusso accessibile”. Ne fa una questione che pare vicina al vecchio concetto “Win on Sunday, sell on Monday”, coniato da Bob Tasca Sr, concessionario Ford negli anni Sessanta.

Ferrari resta il sogno, irraggiungibile anche per molti  clienti che pure avrebbero le possibilità finanziarie per accedere al mondo del Cavallino rampante. L’unica casa automobilistica che può permettersi il lusso di limitare la produzione ben al di sotto di quelle che sono le richieste dei potenziali nuovi clienti.

Blu e rosso stonano

Sul piano del marketing e del design, poi, c’è un dettaglio che Le Nel contesta alle Ferrari delle ultime stagioni: “Siamo molto attenti al design, dev’essere adatto (ai brand; ndr) e, senza offesa, ma quello che hanno fatto Ferrari e HP alle loro monoposto non è bello da una prospettiva di design. Come puoi mettere il blu su una macchina rossa”, commenta in un’intervista a Business of Sport. “Devo fare, invece, i complimenti a Mastercard e McLaren, anche con Chrome e quello che hanno fatto sulle ruote. Penso ci siano marchi che stanno facendo un ottimo lavoro e funziona”.

Sferzata a parte sulle scelte cromatiche, dell’investimento in Audi Le Nel spiega: “Impegnarsi in Formula 1 non è semplicemente mettere un adesivo sulla macchina, c’è molto lavoro che va fatto. Quando Audi ci ha contattato, stavamo pensando seriamente a maggiori opportunità. In Formula 1, con molti livelli di sponsorizzazione, ci è parso immediatamente chiaro che era necessario o puntare molto in alto o a una presenza molto piccola. Stare in mezzo è una zona morta per certi versi e non era appropriato per il nostro marchio. Se investiti in grande hai tanta visibilità della quale benefici, quando stai in mezzo hai comunque costi alti senza ottenere la visibilità che potresti avere da title sponsor”.

 

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