F1 2026, ansie e speranze: Cadillac

Rubrica verso la F1 2026: Cadillac si appresta a debuttare, con la speranza di fare bene da subito si scontra con i legittimi timori delle sfide che impone la F1
F1 2026, ansie e speranze: Cadillac
© LAPRESSE

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 12 gennaio 2026, 12:52

Ci fosse stato ancora Bernie Ecclestone, avrebbe fatto carte false per averli subito. Il baraccone moderno invece, ha voluto avere garanzie: ci conviene, far entrare la Cadillac? Alla fine, i team hanno deciso di sì: si spartiranno la torta dei premi in 11 anziché in 10, ma nell'augurio che a lungo termine questo ingresso dell'unica casa automobilistica americana in griglia (di americana c'è anche la Haas, ma non è una casa automobilistica) possa portare dividendi maggiori. Diciamo che finché si trattava degli Andretti, hanno preferito resistere; solo la rassicurazione che ci fosse il pieno coinvolgimento di General Motors ha portato loro a dare il benestare.

Le speranze: fare bene subito

E' cominciata così, per la Cadillac: con la sensazione di essere un ospite all'inizio nemmeno desiderato piuttosto che un importante marchio che decideva di sedersi al tavolo dei grandi. Ora sta a loro dimostrare di non avere sbagliato i conti, alla vigilia di un'annata in cui le novità saranno notevoli per tanti: può essere addirittura un vantaggio, perché gli altri ripartono da zero e magari non saranno così rodati nel saper leggere le vetture. Quello che non si compra invece è l'esperienza, e le ossa la Cadillac dovrà farsele strada facendo, mentre prenderà dimestichezza con la F1.

 

 

La speranza è quella di fare bene subito: espressione un po' fumosa che oscilla tra il non fare brutta figura, il non essere costantemente ultimi e, magari, essere la sorpresa in qualche weekend. Come inizio, in fondo, non sarebbe male: obiettivo rompere il ghiaccio con una top 10 il prima possibile, e poi costruire un percorso solido. L'altra speranza è quella di aver fatto tutto per bene, comprese le scelte nel personale: Graeme Lowdon in F1 c'era già stato con la Virgin (poi Marussia e infine Manor, ma a quel punto Graeme si era già fatto da parte), anche se era una F1 tutto diversa. In griglia ci sono già stati pure Valtteri Bottas e Sergio Perez, l'usato sicuro che porta esperienza e garanzie, almeno nelle conoscenze: hanno lavorato con team di successo e daranno un punto di vista importante. In pista dovranno togliersi di dosso la ruggine, ma molto dipenderà anche dalla macchina.

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