Temi caldi
GP Qatar: Max e Hannah, i demoni contro la McLaren
Max Verstappen ha guidato da dio, i tecnici lo hanno messo nelle condizioni per farlo e Hannah Schmitz ha indicato la via: McLaren sconfitta su una pista per lei ideale

Pubblicato il 1 dicembre 2025, 09:23 (Aggiornato il 1 dicembre 2025, 10:01)
Hannah Schmitz è una quarantenne dal sorriso amabile, apparentemente bonaria e tendenzialmente cordiale. Un po’ timida, con una propensione alle materie scientifiche e una vecchia passione per la pallanuoto. A primo impatto, non diresti mai che è la donna che sta tenendo aperto questo mondiale: perché oltre al talento di Max Verstappen, oltre ad una Red Bull capace di sorprendere sempre, oltre pure ad una McLaren che al GP Qatar ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare, c’è lei, la “Principal Strategy Engineer” della Red Bull.
Hannah e le decisioni giuste
Hannah Schmitz, in altre parole, ha il ruolo di capo strategia al muretto degli anglo-austriaci e se Max Verstappen arriverà a giocarsi il titolo ad Abu Dhabi, il merito è anche suo. È abituata a prendere decisioni nello spazio di pochi, talvolta pochissimi secondi e quasi sempre ci azzecca: è colonna portante del team che dal 2021 ad oggi ha sempre vinto almeno un titolo ed anche per quest’anno non rinuncia all’idea.
Lei ci scherza su: “Anche a casa sono una piuttosto decisa e devo dire che ho quasi sempre ragione… Certo, la cosa non diverte la mia famiglia!”. Famiglia composta da lei, da Marcus Schmitz, suo marito (lei è nata McMillan) e da due figli piccoli. Diciamo che se per i suoi bambini prenderà le decisioni con la stessa efficacia con cui lo fa al muretto Red Bull, i pargoli hanno il futuro assicurato: perché sotto pressione, in pochi hanno la freddezza di Hannah Schmitz.
Losail ideale per la MCL39, ma…
Di certo non l’hanno avuta in McLaren, che sono rimasti fedeli ad un piano preimpostato e, soprattutto, senza diversificare le strategie tra i due piloti. Due piloti che, a Losail, hanno ben poco da rimproverarsi: hanno fatto tutto giusto o quasi, a cominciare da un Oscar Piastri che è sì rimasto in corsa per il titolo, ma con un boccone amaro da mandar giù. In qualifica, aveva detto di non essersi mai divertito tanto su una F1.
Sfoglia le pagine per continuare a leggere (1/2).
1 di 2
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading

