"Du bist weltmeister!", GP Abu Dhabi 2010: 15 anni fa il primo titolo di Vettel

Il GP Abu Dhabi 2010 evoca dolci ricordi a Sebastian Vettel e incubi per la Ferrari, di fronte ad uno dei mondiali persi nella maniera più rocambolesca: una gara che è stata, forse, una sliding doors decisiva per tante carriere
"Du bist weltmeister!", GP Abu Dhabi 2010: 15 anni fa il primo titolo di Vettel
© Red Bull Racing

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 14 novembre 2025, 08:19 (Aggiornato il 14 novembre 2025, 09:01)

"Du bist, weltmeister!". Il tedesco francesizzato di Guillaume "Rocky" Rocquelin, fu la più bella sinfonia che Sebastian Vettel potesse udire, qualche secondo dopo aver tagliato il traguardo (una quarantina, per essere un po' più precisi). Erano i secondi che, a vittoria del GP Abu Dhabi acquisita, Seb dovette attendere per avere la certezza di quello che ormai si era capito da parecchi giri: ovvero, che sarebbe diventato il più giovane campione del mondo della storia. Ce la fece a 23 anni, 4 mesi, 11 giorni: record strappato ad Hamilton e imbattuto ancora oggi.

Petrov diventa un'incubo

Quelle parole sono dolci melodie per i tifosi di Seb, veleno per i detrattori e soprattutto un pugno nello stomaco per i tifosi Ferrari. Perché Yas Marina 2010, a 15 anni da quel 14 novembre, fa ancora male. È stata, dal 2008 ad oggi, la miglior occasione di vincere un mondiale, con Fernando Alonso: perché contrariamente al 2012, altro sogno sfumato al fotofinish, la Rossa ed il suo alfiere negli Emirati Arabi ci arrivarono da favoriti.

E dopo le qualifiche, a terza casella in griglia acquisita, il mondiale sembrava una sorta di formalità: occorreva prestare attenzione al via (Nando lo fece) e poi portarla a casa con fare attendista. E invece, la Rossa si fece male da sola: Webber, il contendente sulla carta più pericoloso perché più vicino in classifica, andò ai box; in Ferrari pensarono bene di andare in marcatura con entrambe le macchine e successe il patatrac. Perché Fernando uscì sì dai box davanti all'australiano, ma dietro ad un Vitaly Petrov che si era già fermato sfruttando un'iniziale safety car. Furono 40 giri di inutili tentativi dietro alla Renault del russo, che a poco a poco prese le sembianze dell'incubo.

In 4 in lotta all'ultimo GP: caso unico nella storia

Davanti, invece, Sebastian Vettel volava. Leggero grazie ad una situazione di classifica che gli lasciava poche altre scelte se non quella di vincere e sperare, veloce con una macchina, la Red Bull RB6, con la quale nella parte conclusiva di stagione fu imprendibile. Tra un Mark Webber esperto, un Fernando Alonso coriaceo ed un Lewis Hamilton fortissimo ma imperfetto, in quella stagione Seb Vettel fu la gazzella del mondiale, nel senso che fu, in ultima analisi, il più veloce. Perse punti per alcuni errori suoi, molti altri per mancanza d'affidabilità: ma il suo mondiale che sembrava finito con il V8 Renault ko in Corea del Sud, avrebbe preso la strada di Milton Keynes nella maniera più incredibile possibile. 

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