Ferrari, il film della stagione: Hamilton, Leclerc e tutti i limiti della SF-25

Le scelte d'assetto estreme di Charles da Suzuka lo hanno aiutato a estrarre maggior potenziale, Lewis ha sofferto una macchina mai vicina al proprio stile
Ferrari, il film della stagione: Hamilton, Leclerc e tutti i limiti della SF-25
© Getty Images

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 13 novembre 2025, 10:29

Deludente? A dir poco. Con giustificazioni da considerare? Senza dubbio. Della stagione di Hamilton in Ferrari si potrebbe dire molto, sostenendo probabilmente con buone ragioni una causa o l’altra. Quella cioè di chi può averlo considerato il “salvatore” in grado con un tocco di orientare un team verso la direzione vincente - che manca da molti anni nella posta più importante, l'unica che conta: il titolo iridato. Alla visione del "ghe pensi mi" (ci penso io; ndr) va opposta la posizione più equilibrata, ragionata, di considerarlo un pilota al quale va concesso del tempo per incidere su una realtà diversissima da quella vissuta per 13 anni della sua carriera.

Era lo scorso agosto quando Lewis rivelava il lavoro dietro le quinte in atto, i report presentati ai vertici della squadra per indicare cosa fosse necessario cambiare: elementi tecnici e di approccio, di visione. Perché è noto quanto i piloti abbiano sofferto la lentezza nell’introdurre sviluppi che hanno inciso in parte sui problemi di base della Ferrari SF-25. Gli aggiornamenti in Bahrain, in Austria, poi a Spa, non sono stati sufficienti a rivoluzionare una monoposto semplicemente priva del potenziale velocistico assoluto di McLaren o Red Bull. E con l'appuntamento dei nuovi regolamenti 2026 era anche logico guardare con realismo a quali guadagni di prestazione fosse possibile ottenere senza condizionare la progettazione verso il prossimo anno. Pertanto, con il materiale a disposizione i piloti hanno provato a estrarre il meglio possibile.

Suzuka, la scelta di Charles

Una monoposto critica nel bilanciamento, che il solo Leclerc è riuscito in parte a interpretare puntando su scelte di assetto estreme. Era il terzo GP dell’anno, Suzuka, quando fece notizia la volontà di Charles di imboccare una direzione di assetto molto diversa, estrema per provare a compensare i limiti della SF-25. Per il suo stile di guida ha funzionato bene, impossibile che potesse funzionare anche per Lewis, che privilegia una monoposto più stabile al retrotreno.

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