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Perez racconta la Red Bull: “Nessun pilota può sopravvivere lì”

Pubblicato il 27 ottobre 2025, 16:32
Durante il weekend del Gran Premio del Messico, il paddock ha accolto un gradito ritorno: Sergio Perez. Il pilota di Guadalajara, protagonista di tante battaglie nelle passate stagioni, è tornato a farsi vedere nel suo GP di casa, partecipando a diverse attività collaterali. Un rientro che ha il sapore di preludio, visto che dal 2026 sarà al volante del progetto Cadillac in Formula 1. Il messicano, sempre accolto con calore dal suo pubblico, non si è tirato indietro quando Sky Sport gli ha chiesto di ripercorrere la sua esperienza in Red Bull, regalando qualche dettaglio inedito e un punto di vista molto diretto su un ambiente da sempre difficile da decifrare.
Il momento delicato del team di Milton Keynes
Le parole di Perez arrivano in un frangente cruciale per la Red Bull. La squadra di Milton Keynes, infatti, si trova nel pieno delle valutazioni sul futuro dei propri piloti in vista del 2026. L’unico ad avere il posto blindato è Max Verstappen, mentre Yuki Tsunoda, Liam Lawson e Isack Hadjar attendono di conoscere il proprio destino. Nel frattempo, le voci di mercato si rincorrono e l’ambiente interno resta sotto osservazione. Perez ha scelto di raccontare cosa significhi davvero condividere il box con il quattro volte campione del mondo.
La realtà secondo Checo
"Non mi piace criticare i piloti che sono lì, perché mi sono trovato in quella posizione" ha esordito il futuro pilota Cadillac. "Nel momento in cui ho firmato la mia uscita con la Red Bull, ho pensato: 'Quel poveretto che viene qui'". Parole che lasciano poco spazio all’interpretazione. Perez sa bene quanto quel sedile sia pesante: un posto che non perdona, dove il confronto con Verstappen non è solo in pista ma anche psicologico e politico.
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