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Tra sabbia e mare, Zandvoort regala alla Formula 1 curve sopraelevate da brivido e la spinta dell’inarrestabile "Orange Army"
28 ago 2025
Il Gran Premio d’Olanda è uno degli appuntamenti più attesi della Formula 1 2025. Tornato in calendario nel 2021, ha rapidamente conquistato un posto speciale nel cuore degli appassionati, complici l’atmosfera spettacolare e l’idolo di casa Max Verstappen. Ma oltre a ciò che vediamo ogni anno in TV, il tracciato di Zandvoort custodisce una lunga storia e tante particolarità che lo rendono unico. Ecco cinque curiosità che vale la pena conoscere!
Per gli olandesi, Zandvoort è sinonimo di Max Verstappen. Il tre volte campione del mondo ha trasformato il suo GP di casa in un appuntamento unico: dal 2021, anno del ritorno della gara in calendario, ha quasi sempre tagliato il traguardo per primo, diventando il primo pilota dei Paesi Bassi a vincere qui. Fa eccezione il 2024, anno in cui ha trionfato Lando Norris con la McLaren.
Nessun altro circuito può vantare un colpo d’occhio simile: durante il weekend, le tribune diventano una distesa arancione. È il colore nazionale dell’Olanda, ma soprattutto il segno distintivo dell’“Orange Army”, i tifosi di Verstappen che trasformano Zandvoort in una festa continua, tra fumogeni, cori e coreografie spettacolari.
A rendere unico questo tracciato non è solo il disegno tecnico, ma anche la posizione. Il circuito si trova a pochi passi dal Mare del Nord e dal rettilineo principale alla spiaggia ci sono appena 360 metri. La vicinanza con la costa porta con sé una sfida in più: il vento spesso trasporta sabbia sull’asfalto, riducendo il grip e complicando le strategie di gara.
Zandvoort è famoso per le sue curve sopraelevate, una rarità in Formula 1. La Hugenholtzbocht (curva 3) e la Arie Luyendykbocht (curva 14) hanno un’inclinazione fino a 18-20 gradi, circa il doppio rispetto a Indianapolis. Questo permette ai piloti di affrontarle a grande velocità e costringe i team a studiare assetti particolari.
La prima curva del tracciato porta un nome curioso: “Tarzanbocht”. Secondo la tradizione, deriva dal soprannome di un uomo che possedeva i terreni su cui sarebbe sorto il circuito. Di corporatura imponente, era chiamato appunto “Tarzan” e accettò di cedere il suo orto solo a condizione che la curva fosse intitolata a lui.
Zandvoort non è solo una tappa del calendario, ma un luogo dove si intrecciano passione, leggende e innovazione. Tra la spinta dell’“Orange Army”, le curve sopraelevate e le storie che ne hanno costruito la fama, il Gran Premio d’Olanda resta uno degli eventi più particolari e affascinanti della Formula 1.
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