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GP Austria, McLaren: questione di stile, ora la MCL39 a Norris piace

Pubblicato il 1 luglio 2025, 10:17
Ci fosse la possibilità di chiedere le condizioni a piacimento, come se fosse un menù, la McLaren difficilmente sceglierebbe qualcosa di diverso di quanto offerto dalla Stiria: caldo, pista in cui tante curve da trazione si uniscono ad altre ad ampio raggio, asfalto rugoso. Cui si aggiunge, a tutto ciò, l’esigenza di lavorare di fino sul raffreddamento (sia per il caldo che per l’aria rarefatta, dati i circa 700 metri d’altitudine) oltre che sulla gestione delle gomme. Insomma, il GP Austria aveva molto di ideale per la MCL39: il risultato finale, non ha fatto altro che confermarlo.
Oltre mezzo secondo di vantaggio in qualifica, 20” sul primo inseguitore in gara (circa tre decimi al giro): insomma, non ce n’era per nessuno. Il quadro del weekend, è ben definito dalle immagini delle due McLaren che scappano in solitaria, in fuga in gara ed a questo punto anche nel mondiale: il Costruttori assomiglia tanto ad una pratica già chiusa, ma anche il Piloti sembra essere fortemente indirizzato dopo lo “zero” di Verstappen. Potrebbero essere davvero solo loro due, Lando Norris e Oscar Piastri, a giocarsi il mondiale. Max non è mai da sottovalutare, ma tra ritardo tecnico ed in classifica, pare aver bisogno di un mezzo miracolo per portare a casa una cinquina iridata mai così lontana come oggi.
Norris, finalmente il weekend perfetto
Il duello tra i due piloti del team papaya è stato a malapena accennato. Un po’ di sudore freddo al muretto lo hanno avvertito nelle prime fasi di gara, con l’apice raggiunto nel bloccaggio di Piastri in curva 4. Da lì, il team ha deciso di prendere fiato: ad Oscar è stata ritardata la prima sosta ed i due di fatto non si sono più “incontrati”, anche se nel finale c’è stato spazio per l’ultimo sussulto. Ma è stato un sussulto che Lando Norris ha saputo respingere, alle prese con uno dei migliori weekend personali in una delle piste preferite: Oscar ha dovuto abbozzare, anche se alla fine in gara come passo erano lì. Considerando la possibilità di girare molto in zona DRS, forse Oscar ne aveva un filo meno rispetto a Lando, ma di sicuro non è stata una domenica a senso unico. Norris, dal canto suo, è stato finalmente perfetto: nel primo stint ha dovuto stringere i denti con la batteria (proprio perché rispetto al compagno non aveva l’ala mobile, ha dovuto chiedere di più alla batteria e faceva più fatica a ricaricarla), nel finale il traffico gli ha fatto perdere parecchio tempo ma alla fine ce l’ha fatta. Quando corre così, l’inglese è difficile da battere: il problema, semmai, è riuscire a ripetere questo tipo di weekend più spesso, senza mancare in nessun momento decisivo del fine settimana come altre volte è invece accaduto.
Questione di stile
La fiducia di Lando non è passata solo dalla sua testa o dal fatto di correre su una pista che gli piace, ma pure da questioni tecniche. Segnatamente, dalle novità all’anteriore: sin dai test invernali Lando ha lamentato un basso feeling con l’anteriore, soprattutto nelle fasi in cui si è al limite, come in qualifica. Da inizio stagione, la squadra sta lavorando per garantire ai piloti una migliore percezione dei limiti di aderenza all’anteriore, un qualcosa che ha fatto soffrire più Norris che Piastri: avendo uno stile più a “U”, Lando ha una percorrenza più progressiva e lineare, con una velocità di percorrenza inferiore rispetto a chi predilige una percorrenza a “V”, ovvero più veloce nel passaggio centrale della curva ma più lenta tra ingresso e uscita. Proprio questa progressione in curva impone di stare
sempre sul limite, ma per Lando è stato difficile trovare questo limite con una MCL39 che, quando l’aderenza anteriore raggiunge l’apice, fatica a trasmettere ai piloti quella sensazione di massimo grip raggiunto; così sono nati svariati errori nell’annata di Norris. Le novità all’anteriore, introdotte già in Canada ed affinate in Austria, nascono proprio per questo. E non è un caso che stiano piacendo più a Lando che a Piastri, con l’australiano che infatti le ha scartate. Il team è intervenuto sulla configurazione meccanica interna, lavorando sulle forze e sulle sensazioni che l’anteriore restituisce al volante, lavorando pure sulle carenature esterne della sospensione; a tutto ciò, si sono unite piccole novità ai “corner” ruota, sia anteriori che posteriori. E’ un lavoro di fino, nel caso della McLaren, una squadra che sulla guidabilità e sulla fiducia ai piloti sta costruendo parte del suo processo di sviluppo: la MCL39, per dire, non ha ancora introdotto alcun nuovo fondo da inizio stagione, a conferma che finora si è lavorato più sulla gestione e sull’ottimizzazione della piattaforma aero-meccanica piuttosto che su veri e decisi passi in avanti in termini di performance assoluta.
Con questo lavoro, in attesa di completare il pacchetto estivo con altre novità che sicuramente arriveranno, la squadra è convinta di poter aiutare entrambi i suoi piloti, anche se finora i primi benefici li ha raccolti presumibilmente il solo Norris. Non si tratta di favorire, come finora il team mai ha fatto, uno rispetto all’altro: si tratta di metterli nelle condizioni migliori possibili per giocarsi un titolo Piloti che, a Woking, attendono trepidanti dal 2008: forse, 17 anni dopo, i tempi sono maturi per farcela.
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