Eddie Jordan e quella bugia che cambiò la storia della Formula 1

Il mondo delle corse saluta Eddie Jordan, il leggendario imprenditore che diede a Schumi la possibilità di correre nella massima competizione

Eddie Jordan e quella bugia che cambiò la storia della Formula 1

Ilaria ToscanoIlaria Toscano

Pubblicato il 25 marzo 2025, 13:47 (Aggiornato il 25 marzo 2025, 14:46)

La Formula 1 piange Eddie Jordan, figura di spicco nel panorama delle corse automobilistiche e proprietario dell'omonima scuderia. L'imprenditore irlandese, noto per la sua capacità di riconoscere giovani talenti, ebbe un ruolo cruciale nell'arrivo di Michael Schumacher nella massima competizione.

La bugia che cambiò la storia della F1

Michael Schumacher, al tempo pilota del Campionato del Mondo Sport Prototipi, faceva parte del programma Mercedes Junior Team. All'epoca la Formula 1 era per lui solo un sogno lontano.

L'occasione per Schumi arrivò nel GP del Belgio poiché Bertrand Gachot, titolare del sedile Jordan, fu arrestato a Londra a seguito di una rissa con un tassista. Era il 1991.

Willy Weber, pseudonimo di Wilhelm Friedrich Weber, manager di Schumacher, riuscì a liberare il giovane dai vincoli contrattuali con Mercedes e a convincere Eddie Jordan a far correre Michael nel suo team per il weekend. Per persuaderlo, l'imprenditore assicurò che il giovane pilota tedesco aveva avuto già esperienze sul circuito di Spa-Francorchamps. Tutto ciò, però, non era vero.

"Una bugia a fin di bene" diremmo oggi, dato che Michael Schumacher è poi diventato uno dei piloti più vincenti ed amati della storia della Formula 1.

L'unione di Schumacher con la Jordan non fu una delle più idilliache: il Keiser subì infatti un ritiro in gara a causa di alcuni problemi alla frizione dopo una qualifica ottima.

L'inizio del sogno di Schumacher

Ma, come spesso accade, dietro ad un fallimento c'è una possibilità di riscatto e le opportunità per il tedesco non tardano ad arrivare. Flavio Briatore notò il giovane e lo  portò alla sua Benetton al posto di Roberto Moreno, dove terminerà la stagione per poi continuare il suo percorso nella massima competizione, il resto è storia.

Per Michael quel debutto rappresentò solo l'inizio di una carriera stellare fatta di 7 titoli mondiali e innumerevoli record infranti.

Il viaggio del Kaiser ebbe inizio anche grazie all'intuizione di Eddie Jordan, capace di riconoscere il talento puro ancora prima che il mondo se ne accorgesse. Con la sua scomparsa, la Formula 1 perde una figura unica che ha segnato la storia delle corse automobilistiche degli anni '90 e non solo. Visionario e abile talent scout, il suo contributo resterà per sempre impresso tra le pagine più belle della storia del motorsport.

L'articolo di Autosprint 1991

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