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Il tema della flessibilità del flap DRS ad ala mobile chiusa potrebbe essere nuovamente attuale. La Federazione monitorerà il comportamento delle monoposto a partire da Melbourne
5 mar 2025
Certi temi tecnici fanno un giro immenso e poi... ritornano. È un po' il caso del mini-DRS, messo a frutto con successo da McLaren lo scorso anno, un colpo d'ingegno (anche) grazie al quale Piastri ha vinto il GP in Azerbaijan. Salvo poi arrivare il team all'accordo con la FIA, sotto le critiche in particolare di Red Bull, per rimuovere il flap eccessivamente flessibile e non incorrere in sanzioni.
Con l'inverno passato ad arginare l'eccesso di flessibilità delle ali anteriori e l'introduzione di prove statiche più impegnative dal GP di Spagna, la FIA adesso torna a osservare il comportamento delle ali posteriori.
La richiesta ai team, anticipata da AutoRacer, è di prevedere alloggiamenti per l'installazione di camere che saranno puntate, già dal GP d'Australia, sull'ala posteriore, così da valutare se e quanto il flap fletta alle alte velocità. Potenzialmente andando a violare le nuove regole sulla distanza minima e massima che deve esserci tra flap e profilo principale, lungo l'intero sviluppo del profilo.
Un aspetto, quest'ultimo, sul quale il regolamento Tecnico 2025 ha ridotto la distanza ammesso tra flap e profilo principale a un range tra i 9,4 e i 13 mm, ovvero, rispettivamente 0,6 e 2 mm meno di quanto in vigore nel 2024. Altre prescrizioni relative al meccanismo del DRS, ai tempi di apertura e alla distanza di 85 mm a flap aperto, puntavano ad arginare il problema del mini-DRS ottenuto dalla flessibilità del flap.
Interventi che potrebbero non bastare. A Sakhir, il direttore tecnico Red Bull, Pierre Waché, ha commentato: "Il mini-DRS c'è ancora, penso che Ferrari e McLaren lo stiano ancora sfruttando". Il monitoraggio che inizierà da Melbourne - pure caratterizzata da un punto da oltre 300 km/h di velocità massima - è destinato a dare riscontri ancora più affidabili, probabilmente, nei GP di Cina, Giappone e Arabia Saudita.
Circuiti caratterizzati da allunghi e velocità di punta superiori ai 300 orari per una durata superiore all'Albert Park.
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