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In tribunale, il principale accusato ha ammesso: “Sono stato io a fare questa m...”. Mentre l’ex guardia del corpo della famiglia nega ogni cosa
13 dic 2024
È appena iniziato il processo contro le persone accusate di tentato ricatto ai danni della famiglia Schumacher, che avevano l’obiettivo di estorcere 15 milioni di euro. L’imputato principale, Yilmaz Tozturkan, 53enne ex buttafuori, ha riconosciuto le proprie colpe in aula, e con lui anche il figlio. L’uomo, nel tribunale distrettuale di Wuppertal, ha detto: “Sono stato io a fare questa m...”, e poi ha aggiunto, rivolgendosi all'avvocato che assiste Corinna, la moglie dell'ex pilota: “Per favore, dica alla famiglia che sono davvero dispiaciuto”.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe provato ad estorcere ai parenti di Schumacher 15 milioni di euro con la minaccia di pubblicare foto e video della famiglia, riguardanti anche lo stato attuale del campione tedesco. Tutto però, sarebbe partito dall’ex guardia del corpo di Schumacher, Markus Fritsche, che per otto anni ha lavorato presso la famiglia. Dopo il licenziamento, l’uomo – mosso da vendetta e a conoscenza di numerosi aspetti della vita privata degli Schumacher – avrebbe orchestrato il tutto insieme ad altre persone, tra cui Tozturkan e il figlio. Questa la tesi dell’accusa, che Fritsche tuttora nega.
“Ho ricevuto da Markus Fritsche due dischi rigidi con immagini e materiale video - aveva dichiarato Yilmaz nella sua confessione - mi ha detto che aveva preso il materiale da un'infermiera. Ho pensato che potessi guadagnare un po' di soldi dalla storia. La somma doveva essere divisa per tre, si trattava di 15 milioni di euro. Ho scaricato i file e li ho copiati su quattro chiavette Usb, chiedendo a mio figlio di creare un indirizzo email che non potesse essere rintracciato”.
Yilmaz si trova in custodia ed è accusato di tentata estorsione grave, gli altri due imputati di favoreggiamento. Fritsche, invece, ha fatto leggere una dichiarazione al suo avvocato dove ha ammesso di essere stato incaricato dalla famiglia di digitalizzare immagini ma di non aver mai consegnato volontariamente materiale sensibile ai fini di un’estorsione.
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