F1 Brasile, il circuito di Interlagos: corto ma intrigante

Con i suoi 4.309 metri di sviluppo, l'autodromo di San Paolo è il secondo meno esteso del Mondiale, però resta irrinunciabile

F1 Brasile, il circuito di Interlagos: corto ma intrigante

Maurizio VoltiniMaurizio Voltini

Pubblicato il 10 novembre 2017, 05:48 (Aggiornato il 10 novembre 2017, 09:56)

Molte delle 44 edizioni del GP del Brasile (45 se si considera anche la gara inaugurale non titolata del 1972) si sono corse finora a Interlagos, l'autodromo di San Paolo intitolato a José Carlos Pace (per la cronaca, 10 sono state a Jacarepaguà). Un circuito dunque storico e che pur risultando il secondo per lunghezza con i suoi 4.309 metri di sviluppo (superiore solo a Montecarlo) tra quelli in cui si corre il Mondiale, ha comunque le sue particolarità e non solo quella di avere senso antiorario.

Per esempio l'allungo da 350 orari dalla curva 12 fino alla prima staccata della Esse Senna vede un dislivello di 40 metri. Inoltre non va sottovalutata l'altitudine: gli 800 metri sul livello del mare non sono certo paragonabili ai 2.200 della scorsa gara in Messico, ma sono lo stesso influenti sulla potenza dei motori e sulla resa delle superfici alari. La conformazione del tracciato è poi abbastanza impegnativa, tra allunghi, curve strette, porzioni veloci e frenate a macchina sbilanciata.

In conseguenza di tutto ciò, non è facile trovare un buon compromesso nel settare le monoposto. Si vorrebbe una buona penetrazione aerodinamica nella zona del traguardo e nel rettilineo dalla curva 3 "de Sol" e la 4 "do Lago" (dove è possibile azionare il DRS, con punti di rilevazione in curve 13 e 2) ma all'opposto è desiderabile la massima deportanza soprattutto nel secondo settore della pista, fino alla curva 12. Trovare un buon compromesso è fondamentale, anche un funzione della possibilità di superare - o essere superati - nei due allunghi, però normalmente si viaggia un po' più carichi della media.

In questa occasione la Pirelli ha designato le mescole medium, soft e supersoft, quindi uno step più morbide che in passato anche in questa gara. Lo stress sulle gomme di Interlagos è medioalto, ma più che elementi quali l'abrasività dell'asfalto o il carico sui pneumatici vanno considerati il fatto che si sta quasi sempre in sterzata e il pericolo di spiattellare una gomma sbagliando frenata (qui le scelte dei piloti).

Inoltre vi è sempre un'elevata possibilità di pioggia: proprio per questo, stavolta si è posta molta attenzione agli scoli dell'acqua, aggiungendone per evitare gli accumuli visti in passato e anche l'anno scorso. Oltre a questo, sono state riasfaltate zone di curva 2 e 12, nonché aggiunti "salsicciotti" oltre ai cordoli già presenti nelle curve 2, 4, 8 e 10. Sono state altresì aggiunte ulteriori file di gomme alle barriere di alcune curve e si è prestata particolare attenzione al fondo, normalmente piuttosto sporco: per questo motivo è stato lavato per ben due volte con acqua ad alta pressione.

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