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Lewis Hamilton, il martello degli dei
Con Rosberg fuori dalle scatole The Hammer può tornare sul trono. E a 32 anni potrebbe diventare secondo solo a Schumacher
Francesco Colla
Pubblicato il 2 febbraio 2017, 13:34 (Aggiornato il 2 febbraio 2017, 12:42)
L’arrivo di Lewis Hamilton in Formula 1 verrà ricordato come uno degli esordi più dirompenti nella storia del motorsport. Già il colore della sua pelle era e rimane una rarità. E il giovane Lewis non era certo un privilegiato. Ma la sua fame di vittoria, unita a un talento incontenibile, avevano attirato l’occhio di Ron Dennis, che ha curato la formazione del giovane Lewis nella scalata dai kart al Circus. Stagione 2007: Hamilton ha 22 anni e nessun timore nei confronti di nessuno. Durante le prime 9 gare sale sempre sul podio e alla fine deve cedere il titolo al ferrarista Kimi Raikkonen per un solo punto. Ma l’anno successivo il mondiale è già suo e tutto il resto è storia.
Sono passati dieci anni e Lewis, The Hammer, si ritrova orfano del suo più acerrimo avversario, Nico Rosberg. Unico a potergli contendere il titolo ad armi pari. Ma il figlio di Keke, lui sì che ha dovuto combattere i pregiudizi per una vita, ha preferito la pensione monegasca a un’altra stagione di pressione infernale. Cedendo il sedile a Valtteri Bottas. E se Hamilton mostrava (poi s’è dovuto ricredere) scarsa considerazione per Rosberg, sarebbe curioso sapere cosa pensa veramente del nuovo compagno di squadra.
Hamilton invece sembra trarre forza dalla pressione. Correre contro tutto e tutti alimenta la sua straordinaria e rabbiosa forza. E a 32 anni, al culmine della carriera, è già il secondo pilota più vincente della storia. Con 53 successi ha già battuto Alain Prost, che ora lo sopravanza solo per il numero di titoli. 4 a 3. The Hammer ha tutto il tempo per pareggiare i conti e sorpassare il Professore, suo dichiarato ammiratore, vivendo l’ultima parte della carriera nel miraggio del Kaiser Schumacher, divinità olimpica virtualmente irraggiungibile.
Poi c’è l’Hamilton fuoripista. La rockstar che alimenta il suo mito attraverso i social, esaltando milioni di fan con uno stile di vita principesco e amicizie selezionate tra le più luminose stelle di Hollywood e dello show business.
Infine c’è il Lewis che non è concesso conoscere, un ragazzo che va ghiotto di pollo fritto, liquirizie e Nutella, come ha dichiarato lui stesso in uno dei rari sprazzi di vita privata che concede ai media. Un’esistenza trascorsa viaggiando, assieme ai suoi adorati cani: “Bora Bora è il luogo che vorrei visitare, mi incuriosisce. Los Angeles dove vorrei vivere”.
Esotismi ma anche piaceri semplici, da ragazzo nato non certo in una famiglia agiata. E allora Lewis ammette che i passatempi preferiti sono giocare a Call of Duty (videogame in cui interpreta anche un personaggio), leggere romanzi di Coelho, giocare a scacchi, collezionare conchiglie e ascoltare Stewie Wonder e Michael Jackson. E se dovesse scegliere una persona con cui trascorrere la vita intera? Lui, che ha avuto storie con le donne più belle del mondo (Rihanna compresa), sceglie la mamma: “Posso sopportarla tutto il giorno e tutti i giorni!”.
Ma se si parla di compagni di squadra, Lewis punta al meglio del meglio: “Vorrei Ayrton Senna. Magari non andremmo d’accordo. Difficilmente vado d’accordo con i compagni di squadra. Ma sceglierei Ayrton perché era il migliore”.
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