GP Australia, Resta e le sfide di Melbourne

Il capo progettista sottolinea le criticità della gara d’apertura: freni, gomme e guidabilità della monoposto i temi caldi

Pubblicato il 16 marzo 2016, 13:48

Insieme a James Allison, è il papà della Ferrari SF16-H. Simone Resta guarda alla gara inaugurale del mondiale 2016, su un tracciato piuttosto diverso dalle configurazioni classiche che si ritroveranno in calendario. Lo scorso anno il nuovo corso Ferrari iniziò con un quarto posto in qualifica, dietro la Williams di Massa e il podio di Vettel in gara, senza dimenticare il ritiro di Raikkonen con una ruota fissata male al secondo pit-stop. Inutile dire come oggi si guardi alla prima gara da tutt’altra prospettiva e replicare gli stessi risultati (e distacchi) maturati allora non avrebbe il medesimo sapore. La SF16-H verrà messa alla prova su un terreno molto diverso da quello saggiato nei test invernali, e il capo progettista spiega perché: «Il GP d’Australia si corre su un circuito cittadino, diverso dalla maggior parte delle piste del mondiale; è un tracciato con diverse curve veloci, che mette in difficoltà l’impianto frenante e con un asfalto non troppo liscio. Per avere una buona prestazione serve un carico aerodinamico medio alto e potenza combinata a un recupero d’energia superiore alla media. Dal punto di vista dei consumi, a Melbourne possiamo rilevare il consumo probabilmente più elevato della stagione».
Pista da staccate decise e accelerazioni altrettanto importanti, non senza alcuni frangenti nei quali far emergere le doti telaistiche della monoposto: «Abbiamo una combinazione di curve a bassa velocità e altre ad alta velocità, molto impegnative per la monoposto insieme a cambi di direzione che vanno ad evidenziare le caratteristiche di handling». La possibilità di optare per le gomme supermorbide, di fatto operata da tutte le scuderie, privilegiate insieme alle morbide, potrebbe regalare variabilità strategica in gara: «Sugli pneumatici possiamo rilevare un’evoluzione del grip importante durante il week end, la pista tende a gommarsi con l’utilizzo e stressare le gomme posteriori, con degrado delle stesse, il tutto con le condizioni meteo imprevedibili a influenzare il quadro». Nel 2015 arrivarono al traguardo solo 11 monoposto, tra problemi di affidabilità, incidenti ed errori. Alla consueta incognita costituita dal debutto di una nuova stagione, si sommeranno le novità regolamentari introdotte di recente: «Sarà un week end interessante, con possibili colpi di scena dettati dalla presenza delle nuove qualifiche, l’utilizzo delle gomme e in generale dal fatto che è la prima gara per tutti e quindi con tante cose da scoprire sulla vettura come prestazioni, utilizzo delle gomme e affidabilità». Fabiano Polimeni

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