Button, Honda ha fatto progressi

Il pilota McLaren riconosce al motorista il passo avanti più grande negli ultimi 14 mesi nello sviluppo della power unit

Pubblicato il 3 marzo 2016, 11:10

Sembrano sulla strada giusta in Honda, tanto da ricevere pubblici elogi da Jenson Button. La power unit impiegata in questa seconda sessione di test è un’evoluzione di quella adottata al debutto e «si tratta del miglioramento più grande che abbia riscontrato negli ultimi 14 mesi», ha dichiarato il pilota inglese, ieri autore di 121 giri. Nei giorni scorsi, Eric Boullier aveva messo in chiaro un aspetto: McLaren, con la filosofia progettuale size-zero, non ha mai imposto scelte tecniche alla Honda, che sacrificassero le prestazioni della power unit sull’altare dell’efficienza aerodinamica. In tempi non sospetti, Adrian Newey aveva avvisato dei progressi che avrebbero compiuto i giapponesi, intervenendo sugli aspetti che ne avevano limitato le prestazioni nel 2015: dimensioni del turbo e del compressore, erogazione di potenza dell’Ers. Su questi elementi, anzitutto, sarebbero dovuti intervenire: «C’è stato un progresso enorme in quell’area, era qualcosa che sapevamo già avremmo dovuto lavorarci. L’erogazione della potenza non è una caratteristica sulla quale si poteva intervenire massicciamente lo scorso anno con il compressore, ma in inverno la Honda ha fatto un gran lavoro e portato.
Non abbiamo avuto problemi di affidabilità e questo fa un’enorme differenza», commenta Button. Quanto pesano, cronometricamente, i progressi compiuti sul fronte dell’Ers e dello sviluppo della potenza? «Su certe piste, lo scorso anno in gara perdevamo 6 decimi al giro, ora il sistema funziona bene e da qui in avanti si tratta di guadagni marginali rispetto alla concorrenza. E’ un buon passo avanti, necessario». Spiega come i benefici dell’erogazione dei cavalli si facciano sentire soprattutto a inizio rettilineo, pur ammettendo che resta ancora della strada da fare per arrivare allo stesso livello dei migliori. Due giornate ancora di test serviranno alla McLaren per iniziare un lavoro più specifico sull’assetto, «ancora non l’abbiamo fatto, si è trattato prevalentemente di lavoro aerodinamico, per capire se eravamo o meno a posto. Saranno due giornate importanti (oggi e domani, ultimi turni di test invernali prima del GP d’Australia; ndr) e abbiamo bisogno che siano giornate in cui tutto fila liscio, con tanti giri sulle nuove gomme». Fabiano Polimeni

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