Toro Rosso, la vera STR11 deve arrivare

La monoposto impiegata in questa prima sessione è una STR10 con parti di STR11. Il pacchetto completo arriverà martedì
Toro Rosso, la vera STR11 deve arrivare

Pubblicato il 25 febbraio 2016, 15:30

A Barcellona per macinare chilometri, verificare l’affidabilità ed essere pronti con una macchina che assicuri anzitutto l’arrivo al traguardo, prima, fondamentale condizione per ambire ai buoni risultati che, in Toro Rosso, quest’anno possono assolutamente puntare a ottenere con la power unit Ferrari. Qualche novità tecnica visibile è apparsa qua e là sulla STR11, anche se è Carlos Sainz a svelare esattamente quale monoposto il team stia impiegando in questa prima sessione di test. «Abbiamo messo insieme una macchina che è un ibrido tra quella dell’anno scorso e alcune componenti di quella 2016. Al momento è una STR10 con pezzi di SRT11», l’anticipazione del pilota spagnolo. Non c’è stato nemmeno il tempo di pensare alla livrea definitiva, né lunedì, all’apertura dei test, si è tenuta alcuna sessione fotografica in pitlane. Macchina tutta blu e via a coprire giri su giri. Non senza qualche intoppo, a cominciare dal rallentamento causato dal cambio, stop precauzionale all’esordio, dopo 55 passaggi. Già lo scorso anno il team faentino introdusse un pacchetto evolutivo importante, una versione B, durante i test invernali, e martedì prossimo è attesa una configurazione diversa della macchina, quella destinata a essere impiegata in gara a Melbourne. Carlos spiega come non abbiano lavorato con in mente le prestazioni in questi quattro giorni, «vi dirò di più sulle sensazioni la prossima settimana, quando avrò valutato meglio tutti i componenti che stanno arrivando e comporranno la STR11 al completo. Facciamo ogni giorno più chilometri ed era il nostro obiettivo. Non teniamo d’occhio nient’altro che non sia l’affidabilità, il nostro punto debole l’anno scorso e al momento sono fiducioso dei continui giri senza grandi problemi che abbiamo messo insieme». Per essere ancor più chiaro sull’importanza data al cronometro, Sainz conclude: «Non so né i tempi né la posizione con la quale ho concluso». Fabiano Polimeni

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