McLaren-Honda, Arai: obiettivo Q3

Le ambizioni di arrivare sul podio nel 2016 restano, ma il primo passo è essere competitivi in qualifica
McLaren-Honda, Arai: obiettivo Q3

Pubblicato il 12 gennaio 2016, 18:38

Gli obiettivi fissati nel corso del 2015 si sono dimostrati troppo spesso “ottimistici” in casa Honda. Dal mondiale che inizierà a marzo tutti si attendono consistenti passi in avanti da parte della McLaren-Honda e Yasuhisa Arai ne è consapevole. Avanzare pronostici, parlare di obiettivi realisticamente perseguibili? Non si sottrae al gioco, il capo di Honda motorsport, anzitutto ammettendo che: «Dobbiamo risolvere i problemi all’ERS e quelli di affidabilità prima di Melbourne, questo sul fronte tecnico». Primo, non rompere. Secondo, mettere in pista le prestazioni buone per occupare altre posizioni nel gruppo. Quali? «A esser sinceri, come team vorremmo entrare in Q3. Sapete che prima dei test invernali nel 2015 dissi alcune cose, parlai di podi e tutti dissero che parlavo troppo! Spero riusciremo a salire sul podio, ma non posso dire, oggi, quando o in quale gara», riconosce a F1i. «Tutti, non solo io, speriamo di trovarci in una buona posizione e il primo passo è quello di entrare nella Q3 in qualifica». Guardando ai provvedimenti tecnici sui quali sono al lavoro in casa Honda, Arai conferma che dal concetto di monoposto “size-zero”, dagli ingombri minimi, non si andrà in altre direzioni: «Non apporteremo grandi cambiamenti, resterà un layout compatto, ma so che ci serve un turbocompressore più grande, perciò conserveremo il concetto ma il grande obiettivo sarà modificare i componenti interni o miniaturizzare le parti. La dimensione del turbo ha portato a delle inefficienze». Non è preoccupato, infine, di dover riuscire nell’impresa potendo contare sulla disponibilità di 32 gettoni per intervenire sulla power unit: «E’ un buon sistema per ridurre i costi, perché le aree per lo sviluppo sono limitate. Se hai un ampio gap da recuperare risulta difficile, però credo che il numero di gettoni che avremo sia sufficiente per tutti: non è un problema intervenire e cambiare componenti importanti». Fabiano Polimeni

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