Coulthard, strategie libere per una volta

Ad Abu Dhabi vorrebbe una “lotta” tattica tra Rosberg e Hamilton, liberi di scegliere le opzioni strategiche
Coulthard, strategie libere per una volta

Pubblicato il 18 novembre 2015, 19:01

A Interlagos c’era ancora in ballo la matematica certezza del secondo posto a giustificare l’approccio classico del muretto Mercedes in materia di strategie. Ad Abu Dhabi non ci sarà più nemmeno quella da giocarsi e c’è chi, David Coulthard nello specifico, si schiera apertamente in favore di una “lotta libera” sul fronte strategico. Toto Wolff è stato più che mai chiaro: non avverrà, mai. Eppure per l’ex pilota, oggi commentatore BBC, sarebbe l’occasione giusta per offrire uno spettacolo in più, un motivo di interesse per il pubblico. Lasciare liberi i piloti di fare la loro tattica, assumersi le responsabilità in caso di vittoria o sconfitta. «Per una gara potrebbero provare un approccio diverso e dare una spinta allo spettacolo, in un finale di stagione altrimenti privo di interesse. I piloti, con i rispettivi ingegneri, potrebbero definire la propria strategia, con le normali regole, il divieto di avere un incidente l’uno contro l’altro, ma la libertà di muoversi senza restrizioni», commenta Coulthard. Nico Rosberg è stato anch’egli chiaro nel rifiutare una tale visione, sposando, invece, quella di un lotta “uomo a uomo”, senza variabili strategiche in mezzo. Stessa macchina, stessa strategia e la partita si gioca in campo. Peraltro, nella libertà strategica tanto invocata si inseriscono fattori spesso immodificabili, semplicemente perché palesemente perdenti, limitando talvolta i campi di intervento a un’alternanza delle mescole diversa o una lunghezza degli stint variabile: elementi strettamente collegati al comportamento della gomma nonché alla configurazione della pista. Della serie: giocare con la fantasia non è garanzia di successo. Peraltro, lo stesso Coulthard riconosce come «vale la pena sottolineare che l’approccio solito della Mercedes è in funzione della miglior opzione per i piloti e per il team. Gli ingegneri, come quelli degli altri team, lavorano su migliaia di simulazioni di possibili strategie prima della gara e solo una o due sono quelle ideali. Si sceglierà quella più vantaggiosa, conservando la flessibilità per cambiarla in caso di nuove situazioni di gara». Fabiano Polimeni

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