Da San Paolo (Brasile): Roberto Chinchero
Otto anni fa il Gran Premio del Brasile incoronò Kimi Raikkonen Campione del Mondo. Nel paddock per qualche addetto ai lavori “sembra ieri”, per altri la sensazione è quella di un ricordo molto, molto lontano. Dipende dai punti di vista, ma di sicuro non è cambiato molto l’approccio di Raikkonen, a cui è stato chiesto oggi di cosa ha bisogno per tornare a lottare per il Mondiale. «Semplice: bisogna ottenere risultati migliori – ha risposto Iceman - rispetto al 2007 sono cambiate un sacco di cose, ma sono convinto che la squadra sia pronta e disponga di tutto quello che serve per lottare al vertice. Questa stagione non è stata l’ideale per me, ma la direzione presa credo sia quella giusta e ho buone aspettative per il 2016».
La settimana scorsa Raikkonen si è concesso al bagno di folla delle Finali Mondiali del Mugello, dove sono accorsi 50.000 spettatori. «Cerchiamo sempre di fare del nostro meglio per i nostri tifosi – ha commentato Kimi - la Ferrari ha un sacco di fans e la manifestazione del Mugello lo conferma. Ho partecipato molti anni (al Ferrari Days), ed è sempre bello vedere i tifosi, le vetture in pista, e tutti i piloti della Ferrari presenti». Tornando al Gran Premio del Messico, non poteva mancare un commento sull’incidente con il connazionale Bottas. Un contatto dopo il quale non vi è stata più alcuna coda polemica. «Abbiamo avuto un incidente, e come sapete ho danneggiato la monoposto. Sono cose che succedono, e purtroppo tra noi è già accaduto due volte. Essendo connazionali si può pensare ad una sorta di battaglia interna, ma si tratta solo di incidenti di gara, spiacevoli, ma pur sempre incidenti di gara. Sono certo che con il passare del tempo tutto andrà in archivio senza ulteriori complicazioni».
Nessuna rivalità legata all’essere il finlandese con più punti in classifica? «Non mi cambia la vita – ha tagliato corto Raikkonen - da parte mia cerco di ottenere il miglior risultato possibile, ma stiamo parlando del quarto o quinto posto nella classifica di campionato. La prima posizione ha un enorme significato, ma il resto molto meno. Da un certo punto di vista è bello essere il più in alto possibile, ma nessuno si ricorda se hai concluso la stagione al quarto, quinto o settimo posto…». A due gare dal termine del Mondiale iniziano i primi bilanci. E Raikkonen ha radiografato la sua situazione: «Sotto certi aspetti è andata bene, ma i risultati non sono ancora quelli che voglio, per molte e differenti ragioni. Come squadra siamo stati molto più forti rispetto allo scorso anno, in questa stagione la performance è stata buona, ma sul mio fronte i risultati non sono arrivati, almeno non quelli che pensavo. Non è piacevole, ma a volte in Formula Uno è così. Si commette un errore e si paga un prezzo a volte molto elevato. Ma sono stato in questa situazione in passato, e sono sicuro che possiamo andare avanti nella direzione giusta».
A poche ora dall’inizio delle prime prove “brasiliane”, Kimi si è detto abbastanza ottimista sulle possibilità di far bene sul tracciato di Interlagos: «Lo scorso anno non abbiamo avuto feeling su molte piste, quindi non credo che sia giusto confrontare i dati della 2014 con quelli di questa stagione. Certo, non mi aspetto dei miracoli, ma nel corso del campionato attuale siamo stati mediamente veloci su diverse tipologie di tracciati. Ci sarà anche la variabile legata alle condizioni della pista, ma in generale mi aspetto di essere dove siamo stati nelle ultime gare».
Un’ultima domanda ha ripreso quanto detto da Raikkonen nell’ambito delle Finali Ferrari, in merito ad una Ferrari molto meno politica con Vettel, rispetto a quanto lo fosse un anno prima con Alonso. «La squadra è cresciuta, e lavoriamo bene insieme. Tutti i cambiamenti che sono stati apportati si sono rivelati corretti, e c’è stato un piano di lavoro che tutti hanno seguito. Resta ancora un ultimo passo da fare, per arrivare esattamente dove vogliamo essere. Ma il team sta lavorando meglio, come una squadra ideale, credo che tutti i componenti della squadra ve lo possano confermare. E questo credo sia una delle principali ragioni per cui sono arrivati i risultati di questa stagione».