8 luglio 1990: 100esima vittoria Ferrari, ma il protagonista fu Ivan Capelli
Al Paul Ricard la Ferrari celebra un traguardo storico con Alain Prost, mentre Ivan Capelli, porta la Leyton House a un passo da una della vittoria in Formula 1
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Pubblicato il 2 novembre 2015, 11:35
Un indicatore fondamentale di come le prime sarebbero state il compound sul quale costruire la gara l’ha rappresentato Sebastian Vettel, obbligato dopo il contatto con Ricciardo a fermarsi e montare le Pirelli bianche, tenendo testa (a volte girando più rapido) alle Mercedes; lo spiattellamento poi nel testacoda occorso in curva 8 ha reso ancor più problematica la gara del tedesco, soffrendo di vibrazioni ma obbligato a resistere con lo stesso set per non rovinare ulteriormente con una sosta anticipata una gara già compromessa. L’ingresso della safety car ha dato a molti l’occasione giusta per effettuare una seconda sosta “gratis”, scegliendo le morbide per lo stint finale di pochi giri. Le Mercedes, le Williams, Hulkenberg, hanno confermato, invece, gomma media e anche Ricciardo – nel commentare dopo la gara – avrebbe preferito le gomme prime alle option.
Gli stint più lunghi su ciascuna mescola li realizzano Hamilton (28 giri con le soft) e Perez (53 giri con le medie). Sono stati solo Rosberg, Hamilton, Kvyat, Ricciardo e Verstappen a seguire le simulazioni Pirelli, pittando nelle finestre suggerite e anche Raikkonen si sarebbe allineato, senza il contatto con Bottas. Per i due Mercedes la seconda fermata ha preceduto di 6 e 4 giri l’ingresso della safety car, una chiamata “in sicurezza”, come definita da Rosberg e alla quale Hamilton si è adattato non senza un lungo confronto con l’ingegnere di pista via radio. Giravano ancora molto bene e hanno potuto optare per una strategia ultraconservativa non avendo nessuna minaccia reale alle loro spalle: solo 20 giri coperti nello stint centrale con le medie.
L’analisi dei tempi vede svettare Rosberg con 1’20”521 davanti a Hamilton (1’20”723) e Bottas 1’21”585 con le gomme bianche, tempi realizzati nelle battute finali di gara, con i tre comunque a spingere e non certo su un ritmo di conserva; con gomma gialla, invece, Kvyat marca 1’21”549, Ricciardo 1’21”625 e Sainz 1’22”172. Carlos è stato l’unico, insieme a Ericsson e Nasr, a effettuare tre fermate ai box, approfittando della safety car.
Fabiano PolimeniLe notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
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