Arrivabene lancia un arrivederci a Hamilton

Un augurio del team principal della Ferrari: «Ci vediamo l’anno prossimo». E rivela un retroscena dalla power unit
Arrivabene lancia un arrivederci a Hamilton

Pubblicato il 26 ottobre 2015, 11:37

Da Austin (USA): Roberto Chinchero C’è una Ferrari che vive il presente, ed una che guarda al futuro. Entrambe coincidono con la figura di Maurizio Arrivabene, che si divide tra la soddisfazione del podio statunitense di Sebastian Vettel, e i programmi futuri. La conquista del titolo 2015 da parte di Lewis Hamilton (anche se alla fine del mondiale mancano ancora tre gare) sposterà l’attenzione sulla prossima stagione. E Arrivabene, proprio dopo essersi complimentato con Hamilton per il suo terzo titolo Mondiale, gli ha dato appuntamento: «Ci vediamo l’anno prossimo». Ma non era una minaccia. «Mi sono complimentato con Lewis – ha confessato Arrivabene - e gli ho detto che ci vediamo l’anno prossimo. Io ho un tono di voce ed uno sguardo che a volte fa passare un arrivederci per una “minaccia”, diciamo però che è li a metà strada tra l’arrivederci e la minaccia, dai». Tornati al presente Arrivabene ha fatto il punto sulla corsa di Austin andata realisticamente molto bene per Vettel e la Ferrari, ma che ha lasciato un pizzico di rammarico: «Seb ha fatto una gara fantastica, ed anche la strategia ha funzionato molto bene. Ad un certo punto della corsa stavamo sognando qualcosa di grande, ma siamo comunque felici. Si, volevamo andare alla fine con le mescole Medie, il piano era quello di fare una sosta in meno degli avversari. Poi la Virtual Safety Car (dovuta al contatto tra Hulkenberg e Ricciardo) non ha giocato a nostro favore». Tra una domanda e l’altra Arrivabene ha anche rivelato un’informazione rimasta finora ben nascosta tra le mura di Maranello: «Lo scorso inverno sapevamo di avere un grosso handicap da recuperare sulla Mercedes, e per riuscire ad avvicinarsi abbiamo dovuto essere più aggressivi su alcune scelte tecniche. C’era però un prezzo che sapevamo di dover pagare, e per ottenere i cavalli che abbiamo guadagnato, è stato ridotto un po’ il chilometraggio di alcune componenti. Ovviamente non ho mai detto quando e dove sarebbe stato fatto l’ultimo cambio di power unit, perché non volevamo dare informazioni agli avversari, ma non si tratta di una scelta legata all’affidabilità, quanto alla vita di alcune componenti».

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