Hakkinen a Raikkonen: meglio ammettere gli errori

Per Mika l’incidente con Bottas è stato dettato dalla frustrazione di non riuscire a tenere il passo di Vettel
Hakkinen a Raikkonen: meglio ammettere gli errori

Pubblicato il 15 ottobre 2015, 14:52

Meglio provarci, magari sbagliare – come è capitato – che starsene remissivo come troppe volte lo si è visto. Risultato finale a parte, Kimi Raikkonen a Sochi è piaciuto, nonostante le responsabilità nell’incidente con Bottas. Impossibile negare l’evidenza, tanto più dalla prospettiva di Mika Hakkinen, che, però, va oltre e prova a spiegare il perché dell’assalto finale. «In quella situazione Kimi era per certi versi frustrato dal vedere il suo compagno davanti e sul podio, non è sembrato in grado di tenere il passo di Vettel», commenta dalle pagine del suo blog su Hermes. Un’analisi non condivisibile, avendo battagliato lealmente e provando davvero a resistere quando il tedesco ha sferrato l’attacco. Nella bagarre con Bottas c’era qualcosa in più di un Vettel che era sulla strada per l’ennesimo podio, c’era la vitalità di un Raikkonen in lotta e aggressivo. Sulla misura, eccessiva, si può anche discutere, non sul comportamento dettato da frustrazione per il risultato del compagno di team. Pesca nella memoria Hakkinen, tornando al 1994, Aida, prima curva dopo il via: «Era la seconda gara dell’anno e sbagliai punto di staccata, spingendo fuori Senna. Decisi dopo la gara di andare da Ayrton, che guidava per la Williams. Passai nella stanza delle riunioni del team, con tutti gli ingegneri che aspettavano e ammisi che era stato un mio errore, non voluto. Ayrton mi criticò abbastanza duramente e la presi con umiltà. Alla gara successiva fu gentile e mi stimava per aver ammesso l’errore davanti a tutti. E’ meglio ammettere un errore, faccia a faccia, porta a essere rispettati». Situazioni in realtà non direttamente equiparabili, perché a Sochi c’era in ballo il risultato, all’ultimo giro di gara, non al via di un gran premio. Fabiano Polimeni

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