Alonso boccia la F1 attuale: "Non necessita di talento, basta premere un pulsante"
Lo spagnolo dell'Aston Martin ha aspramente criticato il nuovo regolamento, mentre per Damon Hill il pericolo si chiama IA
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Pubblicato il 7 settembre 2015, 12:14
Osservando per un attimo la gara di chi ha corso su due pit (le Toro Rosso), si nota come Sainz parta sulle medie e Verstappen sulle morbide, ma anche la diversa interpretazione tattica rispetto alle attese della Pirelli, che immaginava uno scenario con fermata al 19mo giro, stint centrale ancora sulle morbide e passaggio alle medie al 36mo. Sainz gioca una partita al contrario, partendo con le medie e usandole per appena 10 giri, Verstappen le impiega nello stint centrale e comunque per soli 14 giri.
Analizzando, infine, i tempi sul giro più rapidi per ciascuna mescola, va detto come nel primo stint, quando Hamilton era inarrivabile per chiunque altro, Vettel riusciva spesso a girare a 5 decimi, secondo più veloce in pista e con margine su Massa. Nel finale, con gomme medie, Lewis marca 1’26”672 al 48mo giro, nella serie di passaggi successivi all’indicazione dal box di spingere a tutta alla ricerca del maggior gap sul secondo, con il timore di una possibile penalizzazione cronometrica conseguente all’analisi da parte dei commissari della nota del delegato tecnico Jo Bauer sulla pressione delle gomme. Rosberg, impegnato nello stesso frangente a rimontare su Vettel, ottiene 1’27”067 al 43mo giro, mentre il ferrarista non scende oltre l’1’27”376 al penultimo giro del gran premio, tornata della rottura del motore sulla Mercedes numero 6.
Con gomme morbide, a essere avvantaggiati sono ovviamente Sainz e Verstappen, che le sfruttano nel finale di gara a monoposto scariche: 1’27”390 il riferimento migliore in assoluto con questo compound, firmato Verstappen, Sainz ottiene 1’27”510 e Hamilton 1’27”780, ma a differenza dei due rookie, l’iridato stampa il tempo già al settimo giro di gara.
Fabiano PolimeniLe notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
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